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Nere figure, imbacuccate, irriconoscibili si muovevano silenziose nell'oscurità, si accostavano agli usci, picchiavano e, a chi andava ad aprire o chiedeva, da dietro l'uscio: - Chini'è? (Chi è?)-, faceva eco: - M"a dunàti 'ncuna cosa ppe' l'amor"u Bomminu? (Me la date qualcosa per amore del Bambino?). Così facendo si ricordava il peregrinare di Maria e Giuseppe ed il loro vano picchiare alle porte in cerca d'asilo. Nessuno, perciò, negava nulla. Ma chi erano quelle figure imbacuccate ed irriconoscibili? Era gente che viveva nella povertà più nera e quella sera, perdendo l'identità e richiamando alla mente le figure anzidette, chiedeva qualcosa della cena che si stava preparando. I miseri cercavano di fare così un Natale meno nero degli altri giorni. Ma era anche gente che aveva fatto voto, aveva chiesto grazia e si era impegnata ad umiliarsi fino a chiedere l'elemosina, per amore del Bambino, proprio come la gente più indigente. Anche questa, però, evitava di farsi riconoscere. Il farlo avrebbe contribuito a riversare l'attenzione sulla propria persona, mentre bisognava richiamare il ricordo dei due che, in quella notte di tempesta non trovarono asilo.
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