|
A Cassano si hanno i
Vissinìeddi o Bisslnìeddi
Questa, come le altre ricette cassanesi, sono tratta dalla cit. op. di Alario L. R., della quale si citeranno le pagine di riferimento:
"S 'impasta la farina con il lievito, e si lascia fermentare per circa un 'ora in una scodella di terracotta unta d'olio. Della pasta una volta fermentata si fanno tante piccole ciambelle, che vengono immerse in un tegamone pieno d'olio bollente. Con un bastoncino infilato nel buco della ciambella bisogna girare continuamente per rendere più larga possibile questa, che, appena dorata, viene tolta dall'olio e messa in un canestro. Le forme allungate della stessa pasta lavorata con filetti di alici assumono il nome di veccjereddbe"
'I crùstuli
L'origine del termine è latina "crustulum" = dolce.
Ingredienti: 1 Kg di farina, 4 uova, 250 gr. di lievito (criscénta = pasta lievitata), 250 gr. di olio di oliva, 250 gr. di acqua, un pizzico di sale, miele.
Preparazione: si impasta farina, lievito, uova, olio, sale con acqua, cercando di ottenere una pasta consistente e ben amalgamata, alla quale si dà la forma di pane. Si lascia lievitare, e, poi, si prende la pasta, poco alla volta, e se ne fanno delle strisce di 1 cm circa di spessore e larghe tre dita. La striscia si avvolge attorno alle dita e se ne uniscono le estremità dei lati più corti. Friggere in olio bollente. Compiuta l'operazione della frittura "'i crùstuli" si "ammèlanu" nel modo seguente: si fa sciogliere del miele d'api e, quando è ben fuso, vi si calano "'i crùstuli" e si girano, fino a che si sono ben "atturràti", ossia hanno assorbito parte del miele.
'I turdilli
Ingredienti: farina gr. 250, 4 uova, 250 gr. di acqua, 250 gr. di olio, un pizzico di sale, un cucchiaio di zucchero, miele.
Preparazione: si impastano gli ingredienti, tranne il miele, fino ad ottenere una pasta non eccessivamente dura; fatto ciò si ricavano pezzi di pasta lunghi 50 cm., circa, e del diametro d'un mignolo; si tagliano, poi, pezzi della lunghezza di qualche centimetro e si procede come per fare gli gnocchi, passandoli su d'una forchetta o sulla "rigliara" (setaccio per granaglie), per rigarli e renderli più belli alla vista. Terminata l'operazione si friggono "'i turdìlli" in olio bollente. A cottura avvenuta con una schiumarola, si levano dall'olio e si pongono in uno scolapasta, per far gocciolare l'olio eccedente. C'è chi, ancora caldi, li spolvera con zucchero; altri li "attùrra", come per "'i crùstuli".
Queste fritture a Corigliano si dicono "crùstuli". Questa la ricetta: Ingredienti: olio, vino, acqua in pari quantità, farina, un pizzico di sale.
Preparazione: si intiepidiscono, in una casseruola, olio, vino ed acqua. Si versa il pizzico di sale. Sulla spianatoia si prepara la farina a fontanella; vi si versa il composto suddetto e si lavora. Quando l'impasto è omogeneo, si tagliano i pezzetti e si fanno rotolare su d'un cesto, per ottenerne la rigatura. Si friggono; si levano dall'olio con la schiumarola, lasciandoli sgocciolare e, ancora caldi, si lasciano cuocere nel miele d'api, in un recipiente posto su fuoco lento. Si rimestano; quando avranno assorbito il miele, si tolgono fuori con la schiumarola, lasciando scolare il miele superfluo.
|