Viaggi vacanze e alberghi in Calabria. Calabria On Line consiglia Viaggi Venilia, Angel Village e Diamante Vacanze
Calabria On Line
Login password
Registrati Adesso | Recupera Password
Calabria cultura Calabria community Calabria Ricerche Calabria speciali Calabria turismo
La Calabria|Arte e Cultura|Tradizione e Folclore|
 Utenti online: 21
COL
La Calabria - Tutto e Tutta
Catanzaro
Cosenza
Crotone
Reggio Calabria
Vibo Valentia
Arte e Cultura in Calabria
Tradizione e Folclore in Calabria
COLmunity
Galleria Fotografica della Calabria
Forum di Calabria
Finestre sul Mondo dei Calabresi
Guestbook
Annunci in Calabria
Crea in COL
COLlaboriamo
SENTIERI
I Sentieri di COL
Diventa Editore
Condizioni
F.A.Q.
I nostri Ospiti
SPECIALE COL
Rubriche
Borghi di Calabria
Mali di Calabria
Risorse di Calabria
Città dei ragazzi
Articoli
COLTour
Incoming Calabria
Virtual Tour
Da Visitare in Calabria
Viaggi in Calabria
Alberghi e Ristoranti Calabresi
Prodotti Tipici Turismo Enogastronomico
Escursioni in Calabria
Itinerari in Calabria
I Paesaggi di Calabria
Home Page | Sei in COL | Tradizione e Folclore


'U Misi e Natali, nella tradizione popolare del cosentino
6 dicembre - San Nicola
La prima festa del mese di dicembre e quella di San Nicola. Le tre sere precedenti questa ed altre feste, al suono delle campane, annuncianti il termine delle funzioni religiose, ogni famiglia accendeva le "luminère" (luminarie), con pezzi di legno resinoso di pino detti "luma" ed altrove "reda'. Il pastore preparava i primi latticini, con il latte delle pecore "primarùle" (primipare), come ricordavano gli anziani recitando:

A San Nicola,
ugne mandra ha fatt"a prova (1)!

Il massaro compiva il primo rito propiziatorio-scaramantico: faceva preparare alla moglie "i panicìelli 'e San Nicola" (i panini di San Nicola). Al mattino, all'ora di messa, la donna e le figlie si presentavano in chiesa, con le ceste colme di panini, coperte con candide tovaglie tessute al telaio a mano. Le depositavano nei pressi dell'altare ed il prete, dopo aver officiato messa, benediceva il tutto. Vi era chi metteva in atto il rito per grazia ricevuta, ma il massaro, più pratico, preveniva, convinto che quei panini dati in pasto ai suoi bovini li avrebbero preservati da mali, malocchi e fatture. Non solo, invocava l'aiuto di San Nicola perchè gli "mandasse" "tri parìcchj" (2), necessari per arare più terra, una vacca fattrice, ed una vitella, per far la dote alle nipoti:

Santa Nicola 'e du Casalicchiu (3),
mannamìli tri parìcchj,
'na vacca e 'na vitella:
ci maritamu 'ssi niputelli (4).

I ragazzi stazionavano davanti alla chiesa, aspettando con impazienza, la fine delle funzioni religiose; all'uscita alzavano le mani, chiedendo a gran voce un panino. Le donne li distribuivano. Altri "panicìelli" li portavano a casa, per darli a parenti e vicini di casa. Ognuno ne mangiava, convinto di ricevere le benedizioni del Santo e di venir preservato da mali. L'uso è rimasto così radicato in alcune famiglie, che, pur non possedendo più bovini, continuano a confezionare i "panicielli", per devozione, dicono. Le donne conservavano alcuni di questi panini per mettere in atto una pratica di magia bianca, coinvolgente il Santo. Quando la tempesta imperversava per qualche tempo e dei familiari si trovavano lontano da casa, esposti ai conseguenti pericoli, le donne ponevano sul davanzale della finestra un panino o una sua parte, nella credenza che così si potesse sedare "l'ira di Dio". I massari, come si è evidenziato, avevano una vera e propria venerazione per il Santo. Non meraviglierà, quindi, se la moglie del marinaio, in partenza per Messina, si rivolge a San Nicola per impetrare una grazia alla "rovescia": far annegare il marito, così da poter convolare a nuove nozze, sposando, questa volta, un massaro, per vivere nell'agiatezza. Una sola gamba di costui, precisa la donna, vale più d'una imbarcazione con trecento remi:

Parti lu marinaru e va ppe' mari
e lassa menza cinchina alla mugliera..:
- Mugliera mia, accattaticci pani,
'nzina chi vaju e viegnu de Missina -. - Santa Nicola mia, fall'annicàri,
ch "u' mi nni curu ca riestu cattìva,
cà, a quantu va 'na scianca de massàru,
'u' va' 'na varca ccu' tricientu rimi (5)!-

(1) A San Nicola, / ogni mandria ha fatto la prova (ha preparato i primi latticini).
(2) Tre paia di buoi da aggiogare.
(3) S. Nicola di Bari, in Acri, si venera nella chiesa omonima, che sorge nel rione Casalicchio.
(4) Santa Nicola del Casalicchio, / mandami tre paia di buoì, / una vacca ed una vitella: / per far la dote a queste nipotine.
(5) Parte il marinaio e va per mare / e lascia mezza cinquina alla moglie..: / - Moglie mia, con questa comprati pane, / fìntanto che vado e torno da Messina -. / - San Nicola mio, fallo annegare, / perchè non mi curo di rimanere vedova, / chè, quanto vale una gamba d'un massaro, / non vale una barca con trecento remi



Tradizioni Religiose
Parole Perse
Chiese e Santuari
Diocesi Calabresi
Feste e Sagre
Ricette
Proverbi
U Misi e Natali nella tradizione popolare cosentina
Riti della Settimana Santa a Badolato
Giochi di una volta
Antichi Mestieri
Etnie di Calabria
Credenze popolari
Tradizione della maialatura
Speciale di Natale
Strina di Natale
 
U misi e Natali
nel Cosentino


Introduzione
Il messaggero di Sant'Andrea
La trasmissione dei poteri magici
6 dicembre - San Nicola
8 dicembre - 'A 'Mmaculata
13 dicembre - Santa Lucia
Le fritture
Il pane di Natale
Il presepe
Gli zampognari
Ninne nanne natalizie
Preghiere e giaculatorie
Giochi
In attesa
24 Dicembre - La Vigilia
Jiri ppè l'amor'u Bomminu
Il cenone
Ancora magia
A strina
Natale e pubblicità
La mattina di Natale
31 dicembre-San Silvestro

Appendice

La notte di Natale
Vincenzo Padula


Cantata per il Natale 1834
Abate Giovanni Conia


© 1997-2008 CalabriaOnline By Internet & Idee S.r.l P.Iva: 02196690784