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'U Misi e Natali, nella tradizione popolare del cosentino
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24 Dicembre - La Vigilia
A Sangineto si racconta che un ragazzo venne inviato dai genitori ad attingere acqua alla sorgente, per preparare la cena della vigilia di Natale. Quegli eseguì; ritornato a casa la madre prese a versare il contenuto dell'orciolo nella pentola, ma, con grande meraviglia, si accorse che ne usciva olio. Ne mise subito a parte il marito. I due pensarono di poter fare una fortuna, immagazinando il prezioso liquido, e fecero ritornare il ragazzo ad attingere alla fontana, più e più volte, ma, ripetutamente dovettero verificare, con loro disappunto, che il prodigio non si era più verificato. Sempre a Cassano si crede che alla mezzanotte parlino gli animali 9, ma nella gran parte dei paesi della provincia questo prodigio si ritiene avvenga alla mezzanotte della vigilia dell'Epifania. Le buone vecchiette richiamavano all'attenzione i racconti smessi l'anno precedente, come a farli mandar giù a memoria ai piccoli, perché, poi, avessero potuto fare altrettanto da anziani, per trasmetterli di generazione in generazione: "Una volta, come si dice e come si racconta, è nato il Bambino in una grotta tutta malridotta, dove il vento ed il freddo entravano da tutte le parti. San Giuseppe, visto che il Bambinello stava per morire assiderato, ha detto alla Madonna: - Tu cerca di avvolgerlo alla meglio, che io vado in cerca d'un po' di fuoco -. E' uscito dalla capanna ed ha visto la luce d'un fuoco su d'una collinetta là vicino. Si è partito ed è andato verso la luce. Se c'era fuoco, dovevano pur esserci delle persone. Difatti c'era una mandria. I pastori avevano dei cani ferocissimi, tanto che nessuno poteva avvicinarsi allo stazzo. Se qualcuno avesse avuto l'ardire di farlo, lo avrebbero sbranato vivo. San Giuseppe, arrivato allo stazzo, è entrato. I cani né hanno abbaiato, nè si sono mossi dai loro posti, come se non avessero visto anima viva. I pastori, quando si son visti presentare davanti quel vecchio, senza che i cani avessero dato segni di vita, si sono guardati tra di loro, come intontiti e come ad interrogarsi con un linguaggio muto. Dopo il primo sbigottimento, uno ha detto: - Ma, da dove è uscito questo? -. Ed un altro ha fatto eco: - Come mai i cani non hanno abbaiato? -. - Forse è qualche fantasma! - ha sussurrato un altro, con un filo di voce, per la paura. Il massaro, intanto, ha chiesto all'uomo: - Zio vecchierello, cosa volete da noi?.. -. - Mi date un po' di fuoco, per l'amor di Dio? -, ha risposto S. Giuseppe. Il massaro ha detto prontamente: - E, come no... Siete il padrone. Ma, non abbiamo dove mettervelo -. - Non preoccupatevi, lo metterò in una falda del mio mantello - Il massaro, sentito questo, ha guardato negli occhi i pastori e, dopo un attimo di silenzio, ha detto al vecchio: - Zietto.., ma vedete bene che il mantello si brucerà se vi to la brace!.. -. - Datemi la brace e non vi preoccupate -, ha replicato S. Giuseppe; ed il massaro ha detto: - Ma!.. sono fatti vostri!.. Volete così e così sia! -.

Un pastore ha preso la brace con una pala e l'ha messa sulla falda del mantello mostrata dal vecchio, pensando: "Ora ci faremo una bella risata, quando il mantello andrà a fuoco". Ma questo non avvenne. Il vecchio se ne andò con la brace nel mantello ed i pastori rimasero a bocca aperta, perchè non solo non si era bruciato il mantello, quanto, al passare del vecchio vicino ai cani, questi, come avevano fatto prima, non si mossero nemmeno. I poveri pastori si guardavano l'un l'altro e non riuscivano a spiaccicar parola. Poi, qualcuno ha rotto il silenzio: - Certamente questo è uomo di Dio, se no non sarebbe stata possibile una cosa del genere -. Dopo poco tempo che il vecchio era andato via è arrivato una schiera d'angeli gridando:
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