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'U Misi e Natali, nella tradizione popolare del cosentino

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13 dicembre - Santa Lucia
A Torano, nell'800, si faceva la "missa pezzìennu" (22) di S. Lucia, da parte di quanti ne avevano impetrato e ricevuto grazia. Egual cosa facevano le "signore" per il Santo Bambino (23). A Sant'Agata d'Esaro nella notte del tredici si accendeva un falò davanti alla chiesa della Santa (24).
(1) A Santa Lucia: / accorcia la notte / ed allunga il dì, / quanto il passo di un pulcino.
(2) A Santa Lucia / quanto (un passo) di pulcio; / a Natale / un passo di cane; / un passo di bue / da Natale in poi.
(3) Da Santa Lucia a Natale / vi sono tredici giorni, / ma se bene fai il conto / non ve ne sono nemmeno dodici.
(4) A Verbicaro a base di granturco.
(5) Secondo il Dorsa la voce deriva dal "greco-barbaro" koukia (Dorsa V., op. cit. pag. 32). Per la preparazione vedi: Appendice I - II - IV.
(6) Alario L. R., op. cit., pag. 14. Per la preparazione vedi: Appendice IV.
(7) Padula V., op. cit., pag. 23.
(8) Agli dei "si offrivano per primizie le civaie cotte" (Dorsa V., op. cit. ,pag. 32).
(9) Santa Lucia era una verginella, / solo alla mamma sembrava bella. / La mamma le diceva: / - Sposati, Lucia mia!- / La figlia le rispondeva: / - Sono ben maritata: / con Gesù sono Sposata!-
(10) Con poche varianti il canto-preghiera viene recitato nell'area del paolano. Santa Lucia gloriosa e bella / recitava le orazioni in una cella. / Passa il re e la vede così bella..: / - Lucia, se ti avessi al mio comando!../ Santa Lucia, con la mente fine, / si cava gli occhi e li mette nel piattino..: / - Portatelo al re questo regalo, / chè glielo manda la bella Lucia, / Diteglielo con la bocca vostra, / chè la bella Lucia non la vedrà più-./ Il re prepara quattro saraceni...: / - Andate ad ammazzare la bella Lucia!-. / Chi con coltelli e chi con coltellacci / a Santa Lucia facevano guerra. / Santa Lucia fece loro un riso, / con gli angeli ne n'è andata in paradiso. / Gli angeli, che la stavano ad aspettare, / dissero tutti con un bel sorriso: / - O Dio, che verginella (ch'è venuta) in paradiso!-.
(11) Santa Lucia gloriosa e bella / orazioni recitava in una cella. / Passa il re e la vede tato bella: / - Lucia, ti vorrei al mio comando (come sposa); / al mio comando ed alla mia potestà, / regina ti farei del mio stato. / - Dimmi, o re, di cosa ti sei innamorato? - / - Mi sono innamorato di quest'occhi belli, / di questa boccuccia che sembra un anello. La "preghiera" raccolta da E. Cumino (op. cit., pag. 136) ha qualche lieve variante rispetti a quella raccolta in S. Giacomò d'Acri e qui riportata.
(12) Santa Lucia da Roma veniva / in testa portava una santa corona / e per strada s'im-batte in Maria: / - Dove vai Santa Lucia? - / - Vado a trovare mio padre che ha gli occhi ammalati: / se è fuoco gli passi, s'è sangue sparisca, / questa Vergine bella me lo conceda-.
(13) Santa Lucia / in camera sedeva / panni d'oro tagliava e cuciva. / Va la gran madre di Dio: / - Cos'hai Lucia?.. Cos'hai Luicia-. / - Ho una congiuntivite che m'impedisce di vedere-.! Vai nell'orto, / chè c'è una pianta di finocchio: / con i tuoi piedi l'hai piantata, / con le tue manni l'hai rincalzata, / Lucia vai, ché sei guarita-.
(14) Santa Lucia / in campo stava, / oro tagliava ed argento faceva. / Passarono Gesù, Giuseppe e Maria: / - Cos'hai, Lucia, chè lacrimi?.. / Vai al mio orto / e trovi porri e finocchi: / con miei piedi li piantai, / con le mie mani li diserbai, / esci polvere, esci pus, / esci vena sanguinolenta.
(15) S'è qualcosa che si è infrattata, esca fuori, / s'è piccolo truciolo, se ne sciolga; / vi mettiamo cardi e finocchio / e se ne va la spina dall'occhio.
(16) Vado in casa della mia comare, / che ha un corpo estraneo nell'occhio / e non sa cosa fare!
(17) O tu Santa Lucia, / conservami le pupille, / a dieci, a cento, a mille. / O Santa Lucia mia, / illumina pure il cuore mio.
(18) Per la ricetta vedi: Appendice V. Questi dolci venivano detti anche '1ucièlli".
(19) Santa Lucia con gli occhi aguzzi, / fammi trovare la cosa perduta!
(20) G. Amato, Crono-istoria di Corigliano Calabro, Corigliano C., Tip. del Popolano, 1884, pag. 157.
(21) Quest'occhi non tuoi, perché li conosco, / sono di Santa Lucia: glieli rubasti; / chè li hai voluti una settimana in prestito: / traditorella mia, glieli negasti!
(22) Si andava in giro per le case, chiedendo una tenue offerta in danaro per fare officiare messa in onore di Santi.
(23) V. Padula, Calabria prima e dopo l'Unità, Laterza, Bari, 1977, vol. II, pag. 253.
(24) Il rito ricorda le paliliae, che i pastori latini celebravano in onore della dea Pale (A. Julia, Primi echi del Natale, in "Coscienza Nuova", a. I, n. 3, Belvedere M. 8.12.1912.

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