“Ancora una volta è Natale, ma quanta commozione e quanta tristezza nel considerare lo straordinario evento che ha il potere di svelare il significato dei valori umani!
E’ accertato che il 25 dicembre non rappresenta la data storica della nascita di Gesù. A Roma si celebrava la festa del “Sole invitto” e la Chiesa, in contrapposizione, a partire dal IV secolo indicò - per la ricorrenza - la vera luce che sorge a illuminare il mondo.
Ogni fedele, pertanto, dovrebbe sentire il bisogno di preparare il proprio cuore all’incontro col Figlio di Dio che non può risolversi con il mondano e l’effimero.
Il forte richiamo di Benedetto XVI all’Angelus domenicale dell’11 dicembre 2005 induce a riflettere: «Nell’odierna società dei consumi, questo periodo subisce purtroppo una sorta di “inquinamento” commerciale, che rischia di alterarne l’autentico spirito, caratterizzato dal raccoglimento, dalla sobrietà, da una gioia non esteriore ma intima».
La liturgia del Natale è dominata dal tema dello scambio di Dio che si è fatto uomo il quale, entrando nella nostra famiglia, la rende compartecipe della sua.
Nell’umile figura del Divino Infante si avverte il germe della vera grandezza. Alla festa cristiana per eccellenza si sono sempre ispirati artisti e poeti, uomini dotti e gente comune. E proprio quest’ultima, fin dalla giovinezza, ho interpellato per comprendere quel bisogno interiore che la spinge ad avvicinarsi con trepidazione alla culla di Betlemme.
I nostri avi affermavano:
Pasca cu’ ccu voi e Natali cu’ li toi!.
(A Pasqua con gli amici e a Natale fra i tuoi).
Numerosi sono gli emigranti che ogni anno lasciano le più sperdute contrade per ricongiungersi ai parenti e agli amici più cari.
Al focolare domestico i ricordi del passato, mescolandosi ai progetti del presente, riaccendono nell’anima la fiamma della speranza di un domani migliore che la Calabria aspetta da sempre.
I più anziani richiamano i fanciulli attorno al presepe per insegnare quei canti semplici e suggestivi che li hanno accompagnati fin da piccoli. Per darne l’idea, riporto un canto infantile di San Martino di Taurianova e una pastorale di un paese del reggino, da me registrati: