Gli arbereshe, ovvero gli albanesi italiani, si sono insediati in particolare nel Sud fra i secoli XV e XVIII e ancora oggi, a distanza di tutto questo tempo, queste popolazioni hanno mantenuto la loro lingua e le loro tradizioni. La Calabria è stata la regione italiana che più di tutte è stata protagonista dell'emigrazione albanese, specie a partire dalla fine del'400, infatti, la nostra è la regione che conta il maggior numero di presenza arbereshe, pari a circa 30mila persone. E particolare attenzione, infatti, è riservata dalla Calabria alle etnie arbereshe, ad esempio, l'Università della Calabria ha istituito nel 1975 una sezione di “albanologia” grazie al professore Francesco Solano, oggi diretta dal docente Francesco Altimari. L'attenzione calabrese nei confronti di questa cultura d'origine balcanica è testimoniata dalle diverse associazioni che conservano e valorizzano questa cultura, in particolare nelle provincie di Cosenza e Crotone. La Lingua arbereshe, ad esempio, è parlata in alcune stazioni radiofoniche private, riviste ed emittenti televisive locali. La minoranza arbereshe è stata legalmente riconosciuta dallo Stato Italiano, con la Legge Quadro 482/99. I paesi calabresi appartenenti alla cosiddetta Arberia, sono per la maggior parte nella provincia di Cosenza, dove si contano ben 33 comuni d'origine albanese: Acquaformosa, Castroregio, Cerzeto, Cervicati, Civita, Falconara Albanese, Firmo, Frascineto, Lungro, Mongrassano, Plataci, San Basile, San Benedetto Ullano, San Cosmo Albanese, San Martino di Finita, Santa Caterina Albanese, Santa Sofia d'Epiro, Spezzano Albanese, Vaccarizzo Albanese, San Demetrio Corone e San Giorgio Albanese. Solo tre, invece, i comuni arbereshe nel Crotonese, Pallagorio, San Nicola dell'Alto e Carfizzi. Infine i cinque paesi di Andali, Caraffa, Gizzeria, Marcedula e Maida (la frazione Vena), sono di etnia albanese. Inoltre se gli arbereshe sono riusciti a mantenere viva la loro cultura si deve anche al ruolo degli Istituti religiosi di rito orientale, come il Collegio Corsini in Calabria, infatti, la comunità albanese mantiene ancora il rito greco-bizantino e fanno riferimento a due diocesi, una di Lungro per gli albanesi del Meridione, l'altra a Piana degli Albanesi, per la comunità siciliana.
Da Sapere.
La cultura arbereshe conferisce molta importanza alla musica intesa quale veicolo per rappresentare l'identità di questo popolo. Una raccolta rappresentativa della vita musicale arbereshe nella Calabria degli anni '50 è costituita da quella fatta dai due etnomusicologi, Diego Carpitella e Ernesto De Martino.
Qualche cenno storico
Gli albanesi sono arrivati in Italia Meridionale fra il XV e il XVIII secolo, principalmente in auto delle popolazioni locali, come uomini di armi, chiamati da re Alfonso d'Aragona per combattere le ribellioni provocate dai baroni, così si è rivolto al capo degli arbereshe, Giorgio Castriota Scandenberg. A fine battaglia il re aragonese ha ricompensato il popolo albanese concedendogli alcune terre.
Curiosità
In alcuni paesi arbereshe in occasione del martedì di Pasqua si può ascoltare il tradizionale “canto di Scandenberg” in lingua tradizionale, proprio per celebrare le gesta dell'eroe albanese.