| Ogni carbonaro lavorava la sua macchia, la tagliava in pezzi di un metro e la accatastava. Successivamente veniva trasportata con i muli nello spiazzo, un punto in cui venivano scavate le buche nelle quali sistemare la legna e appiccare il fuoco. La cotta della legna, scavata nel terreno, aveva forma conica. Una volta appiccato il fuoco, veniva coperta con del terriccio e ogni tanto vi si praticavano dei buchi per far uscire il fumo ed evitare che la legna incenerisse completamente. Anche di notte, a turno, i carbonari, sorvegliavano la cava per evitare ogni pericolo. I carbonari dormivano nel capanno di legno costruito sullo spiazzo. |