Gli Svevi, succeduti ai Normanni (1194) per il matrimonio di Costanza ultima erede legittima degli Altavilla con Enrico VI, continuarono la politica dei predecessori stimolando anche una lieve ripresa economica in Calabria. Carlo I d'Angiò strappò il regno agli Svevi con la battaglia di Benevento (1266) nella quale fu aiutato da tutte le forze guelfe in Italia e dai baroni pugliesi e calabresi. Durante la guerra del Vespro (1282/1302), provocata dalla ribellione della Sicilia, la Calabria cercò di scuotere il dominio angioino ma la pace di Caltabellotta (1502) e la successiva pace di Catania (1572), pur riconoscendo l'indipendenza della Sicilia, lasciarono la Calabria agli Angiò.
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Il malgoverno angioino e le prepotenze baronali arrecarono notevoli danni alla Calabria dove solo Cosenza, nel XIV secolo riuscì a conseguire una certa autonomia, ma per dovere di obiettività si deve ritenere che alla decadenza economica della regione abbia contribuito anche lo spostamento dell'asse geopolitico dell'Europa dal Mediterraneo all'Atlantico. Malgrado tutto, lo spirito d'intraprendenza dei calabresi diede vita nel '400 a un notevole movimento di prodotti agricoli e sopratutto di vino per il quale il principale porto d'imbarco era Tropea; il vino era destinato, oltre che a Napoli, a Porto Pisano (Livorno), Genova, la Provenza, Barcellona, Palma di Maiorca, Londra e Bruges.
Con Alfonso il Magnanimo (V d'Aragona, I di Napoli e di Sicilia), erede adottivo di Giovanna II, la dinastia aragonese subentrò agli Angioini (1442) e mantenne la sovranità sul Regno di Napoli, con un ramo cadetto, fino al 1504. Invitati da Alfonso I cominciarono ad affluire in Calabria gli Albanesi guidati da Demetrio Reres. Ferdinando I (1459/1494), da poco salito al trono, dovette affrontare la rivolta contadina fomentata da Antonio Centelles che, per il matrimonio con una Ruffo, aveva ottenuto la contea di Catanzaro ed il marchesato di Crotone e che già era stato privato dei suoi titoli da Alfonso il Magnanimo a cui si era ribellato; represse quindi con fermezza la congiura del baroni (1485) e sostenne i diritti delle categorie meno privilegiate dalle quali vennero stimolate le iniziative economiche. La Calabria non intervenne in alcun modo nel conflitto franco-spagnolo, provocato dalle spedizioni dei sovrani francesi Carlo VIII (1495) e Luigi XII (1499/1500), al termine del quale Ferdinando il Cattolico, re di Spagna (II come re di Napoli), scacciò il ramo cadetto degli Aragonesi e ridusse a vicereame il Regno di Napoli (1504). |