| La miseria ne è la causa e la miseria ne è l’effetto, miseria
spaventevole che rode le ossa. La Sila è rimasta quale
era, solenne, tragica, deserta, fatta, o creatura che vi dite
stanca delle frollezze, per i magnanimi e per i forti. Anche
a me un giorno, vedendomi solo fra quei grandi alberi che
mi parevano pensosi per bieche memorie, in quella solitudine
sterminata, con l’aquilone che mi fischiava fra i capelli,
parve sciocco, meschino, pettegolo il piccolo mondo
nel quale viviamo e spregevole la civiltà che ci fa schiavi
di noi e degli altri. Dalle foreste nereggianti venivano gli
incensi della turgida vegetazione portati dal vento che sibilava
or stridulo e minaccioso, or mite e malinconico, e lo
spirito si spandeva, si spandeva irradiandosi per l’azzurro.
Oh, come meschini gli uomini e flaccidi gli amori e sciocchi,
gli odii, e misere le gioie e puerili i dolori mi parvero,
lassù, di questo mondo: e che profondo disdegno pel mio
passato mi punse e come lassù impallidivano le vanità e le
vaneglorie, e che rivelazione profonda di un'altra vita più
nobile, più raccolta, più intensa mi balenò con un miraggio
di virtù forti o di amore eccelsi!
Oh, se ci è un uomo che vi ama, e se c’è un uomo che
voi amate, andate a riempire quei boschi della vostra
passione, chè essi riempiranno i vostri cuori di solenni e
grandi ideali. Andate a vivere colà un anno di passione, a
costo anche di doverne morire. Vivere un anno di passione
vale quanto vivere un secolo di felicità. Ditelo ai giovani
sposi, ditelo alle vostre giovani amiche che vanno altrove,
in Isvizzera o nella Scozia, a nascondere i loro amori in
seno al maestoso selvaggio dei monti e dei boschi e trovano
il mercante che vi ha speculato deturpandoli: vengano qui
se nella solenne ora dell’imeneo vogliono rigenerarsi e
ringagliardirsi. Ditelo ai pensosi, ai fantasiosi, a coloro che
soffrono nel corpo e nello spirito; vengano qui a godere, ad
amare, a vivere. Oh, la terra dei banditi e degli odii diventi
la terra degli amori e dei felici: e dove un di si udivano
bestemmie feroci ed urla di dannati, bisbiglino le dolci
parole, scoppiino i baci, e le briagate giulive nei boschi deserti
e solitarii portino la vita e la ricchezza! Se vedeste, che
picchi giganti, che pianure immense, che foreste folte, che
sfolgorio di fiori nei prati, che acque limpide e fresche, che
sole luminoso, che varietà stupenda di paesaggi, quanti
paeselli bianchi per le chine, quante casette bianche pei
lembi delle foreste, che muschi morbidi, che odorosi effluvii
e come l’animo vola, vola irradiandosi per la serenità dell’azzurro! |