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Sotto gli Svevi (1189-1266) e principalmente con Federico II, anche la Calabria risente del vasto movimento culturale promosso dall'imperatore e che ha il suo centro vitale in Sicilia. Tra i letterati, gli eruditi e gli artisti della Scuola Siciliana troviamo un poeta calabrese, Folco Ruffo di Calabria che dà il suo valido contributo alla nascente poesia volgare.
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Sigillo di Federico II |
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Le costruzioni architettoniche prendono forma dallo stile romanico mentre la loro semplicità e austerità riflette lo spirito del popolo calabrese. Da ricordare il Castello di Cosenza, i castelli di Vibo Valentia, Cassano, Rocca Imperiale, di Stilo, la Chiesa di S. Francesco a Gerace, il Chiostro di S. Francesco d'Assisi a Cosenza e il Duomo di Cosenza a cui fù lasciato in dono da Federico II una preziosissima croce-reliquario, capolavoro d'arte orafa del tempo. Nel XIV sec. rinveniamo un rinnovato ardore per la cultura ellenica, che s'innesta nella gloriosa tradizione magno-ellenica e bizantina, in Bernardo da Seminara detto Barlaam e Leonzio Pilato, maestri di greco, il primo del Petrarca, il secondo del Boccaccio. L'opera di questi umanisti é un notevole contributo alla cultura bizantina-orientale a quella occidentale.
In questo periodo é vissuto S. Francesco di Paola (nato a Paola nel 1417 e morto a Plenis le Tours in Francia nel 1507) intorno al quale fiorisce la leggenda popolare. Il santo calabrese <<é una di quelle torri di giustizia>> - come scrisse Corrado Alvaro - <<che si levano in Calabria in tempi difficili per abbracciare le grandi idee di abnegazione, per impersonare la missione dell'uomo che considera l'universo come una sola famiglia>> In arte, non abbiamo espressioni superbe; nella scultura, per lo più impegnata in monumenti sepolcrali si sente l'influenza delle scuole lombarde e toscane del Trecento, come l'imponente sarcofago di Vincenzo Carafa nella Cattedrale di Caulonia, il sepolcro di Filippo Sangineto nella chiesa domenicana di Altomonte. |