Il suo carattere demaniale fu confermato, nel sec. XV, da Alfonso I d'Aragona, che le concesse ampi privilegi. Tuttavia il declino della città iniziò proprio con l'avvento del dominio spagnolo.
Cosenza, S. Francesco di Paola
Cosenza conserva scarsissimi resti antichi e altomedioevali; di maggiore consistenza sono quelli di epoche successive, i quali coincidono cronologicamente con il ruolo politico egemone che, dal sec. XIII, la città acquisì all'interno della Calabria settentrionale: la cattedrale ( nel cui tesoro si conserva una antichissima croce-reliquario del sec. XII che tutto il mondo invidia, la "Croce Bizantina" ) e la chiesa di San Francesco sono prevalentemente duecentesche;
il Castello Svevo, che dal colle Pancrazio domina i tortuosi quartieri medioevali, risale in gran parte a Federico II.
Cosenza, Castello Svevo
Quattrocentesche sono le parti originarie della chiesa conventuale di San Domenico, posta al di là del Busento, che nel '700 venne rinnovata ed adornata di una bella cupola. Tra i secc. XV e XVI la città conobbe un notevole fervore culturale; vi ebbero sede alcune stamperie, vi fu attivo il grande filosofo Bernardino Telesio, vi fu fondata l'Accademia Cosentina che mantenne una notevole importanza anche nel Seicento.
Cosenza, Corso Mazzini
Al sec. XVII risale tra l'altro il soffitto ligneo della chiesa di Santa Chiara (oggi sconsacrata). L'ultima delle due grandi guerre che coinvolse tutto il mondo, provocò alla citta dei Bruzi dei gravi ed irreparabili danni.