Un paio di scarpe col tacco alto
troppo grandi per me,
un vecchio cappellino ed una borsa di pezza
che mi arrivava fino ai piedi.
Due file di sedie in mezzo alla stanza,
vuote naturalmente,
ma io con la mia fantasia
vi vedevo sedute tante scolarette
col grembiule nero e il colletto bianco.
Di tanto in tanto agitavo una bacchetta
e la sbattevo sul tavolo
gridando "silenzio!"
E parlavo, parlavo
andando su e giù tra le file di sedie
leggevo ad alta voce il mio abbecedario,
mentre la mamma mi guardava divertita.
Dopo tanti anni
il mio gioco di bambina divenne gioco vero,
magico, difficile gioco,
che ora è finito.
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