Spina nel fianco
di un’agonizzante Calabria,
resta
fino a che
l’ultima partita non sia giocata.
Pietra preziosa
celata nel tacco
di
uno stivale consumato,
brilla
fino a che la polvere sottile non
ricopra
l’asfalto insanguinato.
Incantata donna del Sud
sulla terrazza
illuminata dal faro
grida al mare e alla tua gente
che non sei sola.
Saggia donna del Sud
sulla terrazza illuminata dal faro
tieni accesa la
lampada
dei sogni e delle utopie.
Per questo, ti ispiri la nostra
terra.
Scrivi versi che abbiano
l’orgoglio della solitaria colonna
sullo Jonio
la rudezza delle Serre
la dolcezza degli occhi scuri.
Sii
per tutte noi
falasco sulle paludi del nostro piccolo mare,
parola
denudata per cantare l’infinito nucleo
ipotesi di volo
donna forse
estranea a se stessa
Eva smarrita e consapevole.
Ma ricorda che
anche
Penelope non è mai paga d’ignoto e di avventura. |