Ci fecero la crosca
senza nessun languro, Ulisse prese un
passamuro, al fuoco lo quadió e a Polifeino
nell'occhio
c'é lo azziccó.
Maravergine
Gridó Polifemo,
che si alzó di prescia
e alla codilla
cci prese lo sderreno;
chi mi ha ncicato gridava, e tutto quello
che acchiappava mangiava: crapietti, sordati
pecore formaggi e suprissati;
Sono stato io
Gridava Ulisse, pensando che Polifeno mo lo
sentisse, e tu chi sei? Sono nessuno
Quello che ti ha ncecato
e cito cito ti ha imbrogliato.
Ulisse lo nzizziava
e Polifeno s'incazzava, se ti pizzico ti sgango,
gridava Polifemo,
arringando morgi come un treno.
Ma non lo coglieva perché Ulisse ammocciato
sotto na crapa, sepale sepale
se l'era quazeggiata
Ulisse era mbilinato
Eolo cci mpocava la posta il vento lo sbattoliava,
la moglie quasi lo cornificava le sirene
cci cantavano le pene
allora per dispietto con la maga Circe
cci andó a letto.
Ulisse a Itaca nzarvamiento voleva tornare
ma ancora doveva pinijare
Penelope, moglie e Regina, cusia e scusia
na mantillina; i principi
se la volevano maritare.Penelope si purmintia e
quella mantillina la scusia e lla cusia.
Per un anno
Si consó mparo
Aveva fatto un cozzietto; ogni giorno mangiava
formaggio e crapietto un tauro pareva e con la
scosa che era inciotato
con la maga si era coricato.
Ulisse
con Circe
si papariava,
di tutto s'era scordato, d'ltaca, Penelope
e del suo parentato.
Ma un giorno
mentre si spizzicava un garrone di porco
si addonó
che era spregiato come il carcagno
del suo amico,
che nella guerra di Troia lo aveva sarvato.
Si alzó dal tavolo
tutto frugoluso oramai anche Circe lo aveva
deluso; Ulisse aveva preso un'altra vaj aua
si sentiva mbrogliato, anche gli amici
a porci gli aveva cambiato.
Alla scordata
Te la faró pagare
Gridó a Circe, la voleva ammazzare
Ma se ne andó
E verso Itaca tornó.
La notte Ulisse
nel sonno sbanticava a Penelope al figlio
e al cane si sonnava. |
Dopo tanto piniare,
Ulisse ad ltaca,
gli Dei, lo fecero tornare.
Il craparo
come lo ha conosciuto ha sbenuto,
il cane,
lo ha leccato e pure lui é scattato,
la serva
che era arragomata gli ha lavato i piedi e si é
stindecchiata;
Telemaco mezzo spirdato
si é salvato.
Ad Ulisse il sangue gli volleva il sague
gli si strazzavano
li stintina,
si sentiva imbrogliato,
i principi Froci,
tutto gli avevano arrubbato
Dalla mattina alla sera
ncugnavano mangiare
e pure a Penelope
si volevano collare.
Ulisse
aveva la scoma alla vocca
e alla chijecata d'á mezzanotti:
curtillati, spatati, sgargiunati,
fricciati e ccittati,
Povari Froci stripitiavano
scappavano, gridavano
Ulisse con le frecce li assicotava
L'arrio l'avevano finito Ulisse era tornato
e tutto c'era ngroppato.
Penelope
sopra il letto di ulivo pregava
e quando Ulisse l'andó ad'abracciare subito
si andarono a corcare;
Ulisse aveva la vrosca,
alla mugliera la cutolió
ferma ferma;
La mattina Penelope
Si alzó sdigallata
Dopu vent'anni
disse ad Ulisse
Cci velia sta rifriscata.
E VISSERO FELICI E CONTENTI |