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San Ciriaco di Buonvicino Abate nasce a Buonvicino (Cosenza, diocesi di San Marco Argentano) verso la metà del X secolo.
Da giovane conduce una vita da anacoreta: prima presso una grotta sita in Buonvicino, poi - da cenobita - nel monastero di Santa Maria dei Padri presso Trepidane.
Nello stesso monastero, dopo alcuni anni, espleta le funzioni di abate. La fama della sua santità si diffonde con facilità in tutta la Valle del fiume Crati, sulla Sila Grande, spingendo molti uomini, attirati dalla sua fama, a dedicarsi alla vita monastica.
Per la sua fama, viene convocato a Costantinopoli dall'imperatore d'Oriente Michele IV, al quale egli riesce a guarire la figlia posseduta dal demonio.
Per riconoscenza, Michele IV dona al suo monastero numerose terre e chiese nei territori di Trigiano e Malvito (Cosenza).
San Ciriaco
muore a Buonvicino, il 19 settembre 1030, e viene sepolto nella chiesa dell’abbazia di S. Maria dei Padri, che da allora è intitolata al suo nome. Il suo culto è ancora molto vivo a Buonvicino e dintorni. |