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Personaggi Calabresi - Religiosi


Fra Paolo Piromalli
Fra Paolo Piromalli nasce a Siderno, (RC), nel 1592. Domenicano di Siderno, la sua figura viene ricordata per la sua opera di missionario nell’Armenia. Studia a Napoli e qui ha come maestro ed amico Nicola Antonio Stelliola, uno dei più grandi geni matematici del sedicesimo secolo. Ritornato da Napoli con una ricca cultura filosofico-umanistica, il Piromalli si sente attratto dalla vocazione religiosa, che abbraccia nel Convento di San Giorgio Morgeto. Passa, in seguito, nel Convento di Soriano Calabro: perfeziona i suoi studi e prende gli Ordini Sacri. Divenuto sacerdote, il Piromalli, fonda un Convento nell’abitato di Siderno, distrutto – però - dal terremoto del 1783 e mai riedificato. Chiamato a Roma, ottiene da Fra Vincenzo Candiolo l’incarico di maestro sull’educazione dei numerosi novizi romani. Per la sua buona conoscenza delle lingue medio-orientali, viene nominato, il 31 maggio del 1631, dalla S. Congregazione, Missionario apostolico dell’Armenia maggiore. Nel 1632 raggiunge la sede arcivescovile di Nassivan: qui viene sottoposto a due anni di prigionia. In carcere compone un vocabolario armeno di trentacinquemila vocaboli. Nel 1634 il Pontefice Urbano VIII dimostra l’innocenza del Piromalli, che ottiene, così, l’attesa libertà. Riprende con fervore la sua azione apostolica e riesce a convertire il patriarca Ciriaco, poi diventato Vescovo di una diocesi armena, e il patriarca Moisè III. Ricevuto l’incarico di insegnare grammatica e logica, ha l’opportunità di correggere numerosi errori nei libri armeni e di rivedere anche la Bibbia armena. Viaggia moltissimo: dall’India al Malabar; nel 1635 visita la Georgia, la Polonia, e Costantinopoli. Nel 1639, tornato a Roma, presenta al Pontefice Urbano VIII tre opere scritte in lingua armena: “Il lessico”, scritto in carcere; “Il Direttorio teologico” e “La grammatica armena”. Nel 1654 raggiunge l’Africa e qui evangelizza alcune tribù. Nel 1655 ottiene la nomina di Arcivescovo di Nassivan. Lasciato il Nassivan per tornare in Italia, nel 1664 viene nominato vescovo di Bisignano, in Calabria. Muore nel 1667



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