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Personaggi Calabresi - Religiosi

Frate Cappuccino Antonino

Nacque in Francia dalla nobile famiglia De Hastis, nel 1573 circa.

Appartenne alla famiglia francescana dei cappuccini e, il giorno che ne vestì il saio, altri 40 giovani della "Terra di Francica" lo imitarono e seguirono la regola del Santo di Assisi.

Visse con pura innocenza e fu anche Padre Guardiano del Convento. Nell'agosto del 1603, nel convento di Polistena, una gravissima emorragia, con vomito di sangue, pose fine alla sua retta e giovane esistenza, alla sola età di 30 anni. La febbre che accompagnò la mortale malattia gli portò molta sete, ma il nostro giovane Antonino la patì con sacrificio cristiano, perché, come egli stesso ebbe a confessare, " ... mentre era sano, una volta bevve senza licenza del Superiore ... ". Ad accudirlo negli ultimi giorni della sua esistenza furono Frà Paolo da Mileto e Frate Lodovico da Seminara. Il giorno prima della sua morte raccontò a questi di avere avuto una visione, nella quale un muratore costruì una scala, che portava dalla terra al Cielo, ed il suo Angelo Custode, attraverso quella scala, lo condusse in Paradiso al cospetto di Gesù, della Sua Santa Madre, di San Francesco e di altri Spiriti Beati. In questa visione celeste, di fronte a tanta beatitudine, Antonino dichiarò: " ... Io non sono degno di tanto bene, ma dell'inferno per le mie colpe ... ". Ma la Vergine Maria, con Gesù e San Francesco lo posero tra gli Spiriti Beati dei Martiri e dei Confessori. Dopo il racconto della celeste visione, il nostro fraticello riuscì ad inginocchiarsi abbracciando una Croce, " ... con tanta tenerezza, che mosse a lacrime i circostanti e riguardando con la medesima tenerezza una Immagine della Beata Vergine, fra questi amplessi e riguardamenti spirò l'anima felice ... ". Il suo corpo venne esposto nella chiesa del convento, " ... dove non venne meno la divotione de' popoli ... ",per la quale " ... si forzò ogn'un procacciarsi qualche cosella delle sue, acciò se la teness'in memoria ... ". Venne poi seppellito nel chiostro, presso " ... la porta, per la qual s'entra nel Santo Sanctorum ... ".

Si narra che, tre anni dopo la sua sepoltura, il suo corpo venne ritrovato in perfetto stato di conservazione. Di Antonino o Antonio De Hastis si occuparono molti cronisti, tra cui il Gualtieri, il Martire ed il Fiore.



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