
Nicotera Giovanni
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Giovanni Nicotera nasce a Sambiase nel 1828. Patriota ed uomo politico, è un controverso personaggio del Risorgimento. La sua vita sembra dividersi in due periodi: un primo momento eroico di lotta per l’indipendenza italiana e un secondo momento governativo, più spiccatamente dittatoriale e non molto democratico. Discepolo di Luigi Settembrini, si iscrive giovanissimo ai "Figli della Giovane Italia" - società segreta fondata in Calabria da suo zio Benedetto Musolino. Per motivi politici è esiliato a Malta ed a Corfù. Tornato in Italia, partecipa alla difesa di Roma, dove viene ferito nel 1849.
Spostatosi a Torino, stringe amicizia con Mazzini; nel 1857 partecipa, con Carlo Pisacane, alla spedizione di Sapri. Durante la spedizione dei Mille raggiunge Garibaldi prima in Sicilia e poi a Napoli.
Per la sua fama di patriota viene eletto deputato al Parlamento nel 1861 e poi Ministro degli Interni, nel Gabinetto Depretis ed in quello Di Rudinì.
Come ministro, dà vita alla “rivoluzione prefettizia”, con la richiesta di rapporti sullo spirito pubblico delle circoscrizioni, le elezioni del 1876, le misure per l’ordine pubblico e la lotta alla mafia. Nel 1875 fonda il periodico «Bersagliere», che cessa di essere stampato nel 1885.
Muore nel 1894 a Vico Equense. Della sua vita e della sua particolare figura si può leggere nel volume «Giovanni Nicotera nella storia italiana dell’Ottocento», curato dai tre studiosi calabresi Antonio Bagnato, Giuseppe Masi e Vincenzo Villella.
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