
ROUSSEAU : "Torniamo alla natura"
L'esortazione è oggi quanto mai sentita. I fatti, o meglio i misfatti quotidiani della nostra società, in tutti i sensi più avanzata rispetto a quella del Rousseau, fanno sentire ancora più forte il bisogno di un ritorno a quella vita "perfettamente equilibrata" anelata dal filosofo, improntata all'onesta, alla correttezza, al reciproco personale rispetto; insomma alla schiettezza ed alla semplicità.
Perciò, mai come ora è avvertita la necessità di una adeguata e sollecita educazione dell'uomo ai suddetti valori, perché si possa realizzare quella tanto sospirata organizzazione sociale, capace finalmente di tutelare e proteggere la libertà di ogni individuo, consacrata -del resto- nella Carta Costituzionale di ogni Stato moderno.
IL QUADRO:
Il giovane Rousseau s'avvia in camicia verso una aperta campagna, invitando con un gesto della mano destra l'osservatore del quadro a fare la stessa cosa.
Il paesaggio occupa i due terzi della superficie usata e con i suoi colori si propone di affascinare chi vi si pone di fronte.
Il quadro, inoltre, tende ad evidenziare anche che l'invito a ritornare ai valori della natura non deve portare a rinnegare il progresso raggiunto, se a questo si attribuisce il giusto posto nell'ordine delle cose.
Perciò il braccio del filosofo, sullo schienale della poltroncina, che non la respinge ma vi si poggia, come del resto gli scorci architettonici ai margini della tela che si inseriscono piacevolmente nel paesaggio agreste. Infine, l'invito è per un accostamento anche spirituale alla natura (la testa del filosofo separata dal corpo).