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Personaggi Calabresi - Artisti


Diego Minuti

Diego Minuti è nato a Trapani il 17 giugno 1956. Diplomato al Liceo Artistico di Cosenza, completa gli studi presso l'accademia di Belle Arti di Firenze. Il suo studio è in Corso d'Italia, 128/A a Cosenza Tel. 0984/34873 Da "La memoria nel futuro" del maestro Diego Minuti

A pittura che ondeggia tra il sogno e la sospesa nell'aria, che incanta chi la osserva, che trascina altrove e dagli occhi trapassa alla mente fino all'anima. Queste sono alcune delle sensazioni che si provano nel soffermarsi sulla pittura di Diego Minuti, artista di origine trapanese che da tempo, vive e lavora a Cosenza e che, in questi giorni fino a domani, è presente con una personale di pittura e scultura presso i locali dei "Centro arte ricerche meridionali" in via Roma.

Una mostra che si offre intanto con un titolo pensoso "La memoria nel futuro" e che stimola il visitatore a compiere un percorso duplice tra un passato che nei quadri, si presenta sotto forma di reperti archeologici obsoleti, in particolare mezzi busti e volti femminili, e, un ipotetico futuro suggerito perlopiù dal colore, vero incantatore e calamitatore dello sguardo, che si presenta nei toni caldi dell'oro con punte e tocchi rapidi di altri colori che si aggrumano intorno ai volti in pietra come "coriandoli magici".

Ed è proprio questo sfavillio incandescente dell'oro a condurre chi guarda in un altrove, in un futuro che appare come sogno, magia, incanto, fuga dalla realtà e a suggerire una fusione totale, direi bellissima, tra l'apparente freddezza delle figure in pietra che, guardate fuori dal contesto appaiono dure e fredde, e questo gioco sapiente della "pennellata d'oro". E, in tal modo, queste pietre sospese in aria, alcune legate come funamboli da un filo rosso che si sposa con l'oro, lievitano, sembrano muoversi sulla tela, volano in una realtà senza confini.

Così Diego Minuti interpreta, la "memoria nel futuro" una memoria di pietre che si stempera, e rivive tra gli sconfinameti dell'anima, per cui della pietra non resta più nulla, perché le sue tele concedono allo sguardo una gioia inattesa, un riposo visivo, una tranquillità preziosa. Una rarità per chi si trova a percorrere le strade affollate della città che si prepara caotica e chiassosa alle festività natalizie e, ad un tratto, si trova di fronte a queste tele fuori dal mondo, dallo spazio, dal tempo.

E piace soffermarsi con lentezza su una pittura che racconta la vita e fa storia dell'artista, dal momento che, insieme ai quadri recenti, si possono ammirare anche alcuni lavori che appartengono alla passata stagione di Diego Minuti.

Immediato per chi percorre, la sala il confronto tra il passato e il presente, tra la pittura di ieri più rigida, compatta nel colore, più realistica e, forse, più sofferta nella rigidezza delle forme e nella statuarietà dei corpi, e quella di oggi, morbida e irreale, avvolgente e intensa, che non suggerisce più sofferenza, ma incanto e felicità. Colui che, passando per via Roma, si trova per caso o per scelta ad entrare nella librogalleria, "Il cancello", si imbatterà subito in una tela intitolata "In volo d'amore" che ha la funzione di incantare guidare e suggerire allo spettatore il senso complessivo della pittura di Minuti: un mezzo-busto di donna scolpito in pietra che dall'alto guarda verso la terra, mentre una farfalla sconfina sempre più in altezza e l'oro bacia il tutto.

E' un colpo al cuore e anche agli occhi. Non si può andare via: bisogna guardarli tutti questi quadri e sentirli in tutta la loro estasiante bellezza.



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