Giuseppe Franzese nasce il 20 settembre 1965 a Melicuccà di Dinami (VV) dove vive ed opera. Comincia a dipingere quasi per istinto e, all'inizio, senza orientamenti verso particolari scuole.
Autodidatta, si orienta a mano a mano ad analizzare il proprio mbiente, i suoi personaggi, la sua natura.
Ed ecco i primi paesaggi, le prime nature morte, i ritratti di vecchi. E' evidente nella sua opera la nostalgia per la realtà passata, che si traduce nella riproduzione di personaggi, ambienti, oggetti della vita contadina.
C'è nell'opera del Franzese la voglia prepotente di rievocazione del passato, personaggi e cose rivivono, nelle tele ad olio dell'artista, nella quotidianità esistenziale della vita rustica del borgo natio.
Particolarmente affascinato dalla pittura impressionista, il nostro artista ama profondamente pittori come Monet, Sisley, Pissarro, Renoir, Van Gogh.
Il linguaggio pittorico del Franzese è di stampo classico. La semplicità raffigurativa ed interpretativa sfocia in una produzione su tela di cose reali e vive del paese natio, del mondo in cui egli vive e dal quale rievoca costumi, usi, cultura, tradizioni. Pittore istintivo, in cui la spontaneità diventa espressione artistica che evoca emozioni. Vecchi stanchi che vanno a passi lenti appoggiandosi al bastone, o intenti a riposare alla piazza del paese, o che cercano con espressione stupita i segni del tempo perduto.
Una pittura d'ambiente quindi, che sa interpretare con notevole suggestione artistica e profonda partecipazione gli aspetti più umili, più semplici.
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