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Personaggi Calabresi - Artisti


Giuseppe Celi

GIUSEPPE CELI nasce a Catanzaro nel 1947. Comincia a dipingere i primi quadri all'inizio degli anni '60, mentre frequenta il Liceo Artistico di Reggio Calabria. Si diploma successivamente al Liceo Artistico di Catanzaro.

Si iscrive alla Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, ma l'animo dell'artista avverte un disagio e si ribella alle rigide strutture universitarie, volgendosi esclusivamente alla vera passione: quella della pittura. Nel 1965 vince il primo premio alla mostra d'arte degli studenti universitari organizzata dalla Federazione Universitari Cattolici Italiani, in giuria, tra gli altri, Emilia Zinzi.

Soggiorna dapprima a Venezia, dove frequenta i corsi di Calcografia Sperimentale della Scuola Internazionale di Grafica, sotto la guida del maestro Antony Guibé. Successivamente è a Urbino, dove, guidato da Carlo Ceci dell'Accademia Raffaello, apprende la difficile tecnica della litografia.

È importante, in questa fase, il sodalizio che nasce fra Giuseppe Celi e Renzo Biasion. Si inserisce così, su invito, in rassegne nazionali e internazionali con gruppi di opere.

Le personali si susseguono, quindi, periodicamente nelle maggiori città italiane ed europee. La pittura di Celi ha attirato, sin dalle prime mostre, l'attenzione della critica più qualificata. Fin dagli anni '60 si colloca con successo nell'ambiente artistico-culturale di cui tuttora costituisce fattiva presenza. La sua "voce" è segnalata in numerose pubblicazioni d'arte specializzate, nonché presso l'Archivio Storico d'Arte Contemporanea della Biennale di Venezia.

Celi può annoverarsi tra i più intensi pittori figurativi italiani. Egli si è reso interprete della realtà, sia essa costituita da "paesaggi" che da "periferie", ed ha saputo coniugare una straordinaria maestria con una particolare sensibilità poetica. I suoi "interni" si caratterizzano per una apparente caoticità, accompagnata da un sentimento predominante, quello dell'attesa. Questi interni, assieme alle periferie "allucinate e neometafisiche", più che rilevare di per sé, tenendo, così, a trascendersi per assurgere a metafore, per rendere un'unica idea di "natura silente", di un silenzio di fondo, quasi di una luce soffusa, di un'attesa, appunto, che permea di sé l'intera opera. Nel corso della sua attività pittorica, Celi si è soffermato anche sull'analisi del territorio calabrese, realizzando sulla sua città natale alcune opere appartenenti ad un ciclo denominato "Omaggio a Catanzaro". Nelle ultime opere, ormai pienamente maturo, si registra un ritorno a certe prime esperienze. Ora la pittura di Celi è dichiaratamente figurativa, una pittura che della realtà esprime una visione attenta e poetica. È la linea su cui si è sviluppata fino ad ora la sua ricerca.

Si reca spesso all'estero,oltre che in Italia, per studiare le opere dei contemporanei rispetto ai quali avverte maggiore affinità: Antonio Garcìa Lòpez, David Tindle, Andrew Wyeth, Lucian Freud,Renzo Vespignani, Gianfranco Ferroni, Sergio Saroni. Dal 1974 al 1982 Celi ha insegnato Discipline Geometriche e Architettoniche nei licei artistici di Catanzaro e Cosenza. Attualmente vive a Catanzaro, dove insegna, con inesauribile passione, Educazione Artistica ai ragazzi della Scuola Media Statale, dedicando il resto del proprio tempo alla sua arte. Ha due figlie: Alessandra e Tiziana.



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