Scultore, pittore e scrittore, fu uno dei principali e più rappresentativi esponenti del movimento futurista. Recatosi sullo scadere del secolo a Roma, tra il 1898 e il 1902 lavorò presso Balla insieme con Severini.
Pittore "verista" dapprima, subì l'influsso del verismo divisionista del maestro che fra il 1901 e il 1909 gli comunicò anche la simpatia per certi temi sociali e umanitari ricorrenti fra i pittori in quel tempo: "Strada di periferia" (1909, Milano, collezione privata); "I selciatori" (1909?); ecc.
Con il viaggio a Parigi del 1906 fece una prima diretta conoscenza dell'impressionismo e del neo-impressionismo, poi, e fin verso il 1910, divennero determinanti i rapporti con la cultura simbolista italiana ed europea - da Previati, a R. Romani, a Munch ("La città che sale", 1910, New York, Museum of Modern Art).
Nel 1910 l'incontro con F. T. Marinetti mutò radicalmente il corso della sua attività: l'11 febbraio aderì al movimento futurista e con Marinetti, Russolo, Balla, Severini e Carrà lanciò il primo manifesto dei pittori futuristi; seguì l'11-04-1910 il Manifesto Tecnico della pittura futurista. Le sue teorie, di cui sono pieni i suoi scritti: il dinamismo plastico; la pittura basata sulla sensazione dell'oggetto e non sull'oggetto stesso; la solidificazione dell'impressionismo, ecc., si tradussero nella sua pittura, non di rado con intenti programmatici (il trittico "Stati d'animo"; "gli addii"; "quelli che vanno"; "quelli che restano", 1911, di accento ancora vagamente romantico), a volte sfociando in opere compiute ("Materia", 1912; Elasticità, 1912; Giocatore di pallone, 1913).
Nel 1911-12 fu a Parigi con Severini e Marinetti e inaugurò con quest'ultimo la prima esposizione futurista parigina. Nel Manifesto Tecnico della scultura futurista (11-04-1912) enunciò il concetto plastico di linee-forza, che è alla base della sua scultura; in questo campo la prima opera fu del 1911: il gesso "Antigrazioso", a cui seguirono "Sviluppo di una bottiglia nello spazio" (1912); "Espansione spiralica di muscoli in movimento" (1913); "Forma unica nella continuità dello spazio" (1913); ecc., nelle quali "dallo studio dei piani superficiali del cubismo, per non raggelare la materia, anzi per scatenarla, egli venne a concepirla come sovrapporsi di piani che si sfogliano, si smallano come intorno a un compatto nucleo centrale", pernio intorno a cui si svolge la composizione riassunta in un ritmo unitario. Le sue opere letterarie e critiche sono: "Pittura scultura futuriste: dinamismo plastico" (Milano, 1914); "Il teatro sintetico futurista" (in collaborazione con Marinetti, Bruno Corra. Ecc., Milano. 1913
|