Armocida Giuseppe nasce a Monasterace, (RC) nel 1906. Trascorre la sua gioventù nel paese natio lavorando con i familiari in campagna. Durante l’adolescenza, in seguito a un ritrovamento archeologico avvenuto casualmente, si risveglia in lui una forte attitudine artistica.
La sua intenzione di intraprendere gli studi artistici viene accolta negativamente dai familiari: così, all’età di soli quindici anni, Armocida è costretto a fuggire da casa.
Inizia gli studi presso la Bottega d’Arte "Mattia Preti", sotto la direzione del maestro Alfonso Frangipane e, per mantenersi, lavora contemporaneamente come decoratore nel Palazzo dell’Arcivescovado, vicino al Duomo.
Nel 1932, terminati gli studi, si trasferisce a Roma: qui vive e si realizza nell’arte pittorica.
Nelle sue opere troviamo caratteri di originalità e di compostezza artistica. La sua è "una pittura pacata - scrive Manilo Uras - che, partendo dal realismo, tende a raggiungere un sintetismo composito e cromatico a tutto vantaggio del contenuto poetico di ogni suo quadro: pittura in apparenza semplice e disadorna, ma tanto profondamente vissuta, sofferta e goduta in umile e pur convinta esaltazione dell’arte".
L’originalità dell’arte di Armocida si può rilevare, soprattutto, da alcune sue opere: Venditrice di pesci, Burano, Ultimo sole. Ultime luci a Fiumicino; Tramonto a Massorbo.
Nel corso della sua esistenza Armocida non dimentica mai i suoi natali, pur ricevendo – per lungo tempo – da Monasterace, solo fredda indifferenza.
L’artista muore a Roma nel 1987.
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