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Personaggi Calabresi - Musicisti


Saverio Mattei

Anche da Napoli passa la vicenda umana ed artistica di SAVERIO MATTEI (Montepaone 1742 - Napoli 1795), musicista e critico musicale nonché letterato, giureconsulto e poeta di corte.

Grazie alla sua vasta erudizione, viene chiamato dal ministro borbonico Bernardo Tanucci alla cattedra di lingue orientali presso l'Università di Napoli.

Nella città partenopea Mattei inizia i suoi studi sull'arpa riuscendo ad ottenere da questo strumento dei suoni apprezzabili prima ancora che il costruttore Erard ne definisca il perfezionamento. La sua attenzione sua appunta analogamente sul clavicembalo del quale diventa abile strumentista. Tenace estimatore della tragedia greca Mattei vede in Metastasio un nuovo Sofocle.

Dopo la morte del poeta compila le Memorie per servire alla vita del Metastasio pubblicate nel 1785. " Il senso più pieno del culto metastasiano del Mattei si riassumeva in un nuovo più ampio Elogio deI Jommelli pubblicato di seguito alle Memorie: sotto il segno dei suo modello poetico e di quello che egli aveva voluto come il suo modello musicale, l'erudito calabrese faceva così un ultimo, appassionato omaggio all'ideale di una "musica filosofica".

Riducendo gli aspetti troppo esteriormente eruditi e meccanicamente programmatici di quello che chiamava il suo "sistema", il Mattei dava nell'Elogio del Jommelli un lucido intervento sul teatro musicale contemporaneo, confermando la sua vivace curiosità per la sua realtà concreta: molto più coerente risultava ora 'la sua ipotesi di un melodramma classicistico "moderato", la sua linea accademica disposta a fare essenziali concessioni al gusto corrente, ma comunque tesa a privilegiare un punto di vista erudito e "filosofico", diretta più a guardare verso il passato che a suggerire vie di sperimentazione e di invenzione "

Una musica volta al godimento intellettuale che dà preminenza alla espressione ed ai sentimenti morali. Questa scelta accademica e classicistica di Mattei lo porta a diffidare della musica a lui contemporanea, ad esprimere, già nella dissertazione La filosofia della musica, la sua contrarietà alla riforma del melodramma operata da Gluck, ad appoggiare invece le formule di teatro erudito e "sublime".

La sua biblioteca privata, donata, dopo la morte, al Conservatorio dell Pietà dei Turchini di Napoli, è confluita in seguito nella Biblioteca del Conservatorio di San Pietro a macella.



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