
Alfonso Rendano
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Nasce a Carolei il 5 Aprile 1853. Talento precocissimo, quasi autodidatta, a dieci anni sostiene l'esame di ammissione al Conservatorio S.Pietro a Majella di Napoli destando l'interesse nel M° Francesco Saverio Mercadante e del grande Thalberg, che lo prende sotto la sua guida e lo manda a Parigi e raccomandandolo a Rossini.
Questi, a sua volta, lo segnala quale "piccolo genio destinato ad onorare l'Arte e la mia cara Patria" affinché ottenesse una borsa di studio.
A soli 13 anni, grazie ad una borsa di studio segue le lezioni di G. Mathias, allievo prediletto di Chopin e farsi ammirare dall'esigente critica parigina. Seguono circa quindici anni di intensa vita musicale, anche come compositore, durante i quali ha occasione di conoscere, ricevendone ammirazione ed amicizia, le più grandi personalità dell'epoca da Bulow a Rubintain e da Auber a List.
Più tardi si dedica alla didattica, prima a Napoli dove insegna al Conservatorio e crea un "Istituto Musicale", successivamente a Roma, dove si trasferisce al principio del secolo, dopo il successo torinese e tedesco della sua opera "Consuelo", formando quindi una eletta schiera di concertisti , tra i quali il M° Rodolfo Caporali, tutt'ora vivente.
Intanto viene messa a punto una sua invenzione, il "Pedale indipendente", valido ausilio alle risorse coloristiche ed interpretative del pianoforte.
L'opera compositiva di Rendano comprende circa settanta brani per solo pianoforte, il "Concerto " per pianoforte e orchestra, il "Quintetto" per pianoforte ed archi, un "Allegro in la min." per due pianoforti, l'opera "Consuelo" , oltre ad alcune composizioni d'insieme, tra cui la "Marcia funebre in morte di un pettirosso" per piccola orchestra.
Al Teatro Valle di Roma, dove aveva debuttato dodicenne, il Maestro suona per l'ultima volta nel 1925.
Il 10 Settembre 1931 muore nella sua casa romana e, a suo nome è stato intitolato il Teatro Comunale della città di Cosenza.
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