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Personaggi Calabresi - Musicisti


Mia Martini
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Mia Martini
Mia Martini


Nata il 20 settembre 1947 a Bagnara Calabra, secondogenita di Giuseppe Radames, professore di lettere al liceo e Salvina Dato, insegnante elementare, Domenica Berté, futura Mia Martini vive i suoi primi quattordici anni di vita fra Porto Recanati ed Ancona, inizia nella prima infanzia a cantare. Studia piano e danza classica, elegge Paul Anka, interprete di "You are my destiny" suo primo modello artistico e si guadagna i primi applausi alle feste in piazza. E’ Carlo Alberto Rossi, l’autore di "E se domani" a concederle il primo provino serio nella sua etichetta milanese "Juke Box" e l’onore del primo disco a soli 15 anni. Si intitola "I miei baci non puoi scordare".
Segue a ruota "Insieme". Si tratta di due "cover" di brani stranieri. Ma è "Il magone", un pezzo tutto italiano, firmato Icardi e Guarnieri, arrangiato dall’estroso Angelo Pocho Gatti a regalarle i primi consensi di pubblico e vendita, tanto da convincere il mensile musicale giovane dell’epoca "Tuttamusica" ad inserirla ne "La greffa", clan di talenti d’assalto : Mimì porta i codini e le scamiciate, ha tutta l’aria della ragazzina ye-ye. Il suo primo momento magico però è destinato a sfumare in fretta. Mimì si è ormai trasferita a Roma, nella zona dove nel ’67 nascerà il mitico Titan, diretto rivale del Piper, studia lingue, frequenta il liceo artistico e si dedica anima e corpo alle jam-sessions, rivisitando il repertorio di grandi star come Ella Fitzgerald, Sara Vaughan, Julie Driscoll e Aretha Franklin con il gruppo di Toto Torquati. Grandi scialli neri, trucco accentuato, tono impegnato, Mimì passa anche attraverso una brutta esperienza giudiziaria.
E’ il talent-scout di Patty Pravo, Alberigo Crocetta a notare le sue eccezionali doti vocali al Piper 2000 di Viareggio. Nasce così Mia Martini. "Il nome l’ho voluto io, pensando alla Farrow, un mio idolo del momento - racconterà lei - Il cognome fu scelto fra un tris di prodotti celebri italiani che potevano attirare anche il mercato internazionale. Spaghetti, pizza e Martini. Decidemmo per quest’ultimo." Nacque così Mia Martini, personaggio anticonformista, tra il freak e l’hippie, bombetta, sveglia al collo, anello al naso, un brano trasgressivo contro il perbenismo della famiglia tradizionale, "Padre davvero" che le diede il trionfo al Festival Nuove Tendenze di Viareggio, in barba a gruppi antesignani del nuovo rock come Banco e PFM, successo al Cantagiro 71 con il suo gruppo "La Macchina", il via libera al suo primo album con la RCA "Oltre la collina", una produzione Baglioni-Coggio contenente "Gioielli" del calibro di "Ossessioni", "Lacrime di Marzo", "Prigioniero" (il testo fu scritto da lei, in ricordo dell’esperienza in carcere), "Amore amore un corno" : un vero e proprio "concept album" che richiamò l’attenzione della critica.
Nel ’72, il passaggio alla Ricordi e nuovi collaboratori come Lauzi, Baldan Bembo e i fratelli La Bionda : con "Piccolo uomo" arriva immediato l’exploit al Festivalbar dove Mia sbaraglia tutti ed a settembre lancia alla Mostra Internazionale di Venezia "Donna sola", un brano che trasuda blues e soltanto lei, al momento, sembra poter reggere quanto ad intensità d’interpretazione. Tutti e due i pezzi scalano in fretta le classifiche di vendita. Esce il suo secondo album "Nel mondo una cosa" (in cui spiccano "Io straniera", versione italiana di "Border song" di Elton John, il gioiellino di Vinicius De Moraes "Valsinha" e la struggente "Amanti" che nel giro di pochi mesi conquista le prime piazze nelle top-charts e viene premiata dalla critica.
Con "Minuetto", firmato Califano e Baldan Bembo, Mia fa tris e si aggiudica alla grande il Festivalbar ’73, bruciando la rivale Marcella e toccando il vertice dell’hit parade. E’ il suo momento. Nuovo look, vestiti zingareschi, capelli lunghi, mossi con l’onda "a schiaffo", un intero "stock" di anelli, a settembre ritira a Venezia la "Gondola d’oro" per le vendite di "Donna sola", vara il suo terzo album "Il giorno dopo" in cui, accanto a due brani che ne esaltano l’estensione e l’espressività vocale come "Guerriero" e "Bolero" canta fra l’altro "Picnic" (cover di "Your song di Elton John) e "Signora" di Manuel Serrat.
Maurizio Piccoli, Maurizio Fabrizio, e Baldan Bembo sono fra i suoi preziosi collaboratori anche nell’album seguente "E’ proprio come vivere"del ’74 da cui Mia trae il bel singolo "Inno", pescandolo fra brani tutti pregevoli fra cui l’Aznavouriana "Domani".
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