FRANCESCO FLORIMO DIRETTORE D'ORCHESTRA
Francesco Florimo, non fu soltanto un compositore ma soprattutto un critico e un profondo studioso dell'arte musicale.Come direttore d'orchestra, egli seppe far entusiasmare non solamente il pubblico ma gli autori stessi delle opere, i quali sottoponevano al suo giudizio i loro componimenti prima di affidarli all'opinione pubblica. Era infatti talmente abile nel fare eseguire Io sparito di un'opera, che chi porgeva l'orecchio a quella soave musica. coglieva l'intensa affinità fra l'interprete e l'autore.
Distribuiva le mani con maestrìa. prevedendo i diversi effetti che avrebbero prodotto sul pubblico. Grazie a questa attività, Francesco Florimo manifestò la sua venerazione per Vincenzo Bellini, dirigendo l'orchestra scrupolosamente affinché ogni nota palesasse l'ammirazione sconfinata per l'amico del cuore: " I maestri, i personaggi, che assistevano alle rappresentazioni, guardavano ammirati, il direttore. Più volte furon viste la Piatti e la Malibran ( incarnazioni della Norma e della Sonnambula) stringere tra un atto e l'altro la mano al direttore e Bellini abbracciare l'amico ed illustre". Francesco Florido si distinse brillantemente anche come compositore. Sue sono le 24 romanze, brani per voce e pianoforte, dedicate "al suo amico Vincenzo Bellini" e pubblicate molto probabilmente tra il 1826 e il 1835. I testi di dette romanze, destinate alle esecuzioni nei salotti napoletani dell'ottocento, sono stati scritti quasi tutti da poeti e scrittori contemporanei del Florimo (Tarantini, Puoti, D'Arienzo, Cirino, Morelli, Dalbono, Niccolini).
In una di esse, intitolata "Due Speranze" e dedicata a Maddalena Fumaroli, l'innamorata di Bellini, Francesco Florimo rievoca le due speranze della fanciulla napoletana, morta giovanissima: quella di rivedere l'innamorato e quella che lui possa innalzare un canto alla sua tomba. Scrisse inoltre molta musica da camera, nonché due Messe, un Dixit, un Redeum, un'Ave Maria a quattro voci, un Miserere e parecchia altra musica sacra; due cantate in onore del Duca di Noia; una sinfonia funebre per la morte di Vincenzo Bellini, un coro per Gallemberg. Ed ancora, nel 1835 collaborò con il maestro Zingarelli per l'inno all'Armonia, scritto per l'inaugurazione della Società filarmonica di Napoli. Profondamente legato alla sua terra e sensibile verso le cose semplici, Francesco Florido si dedicò inoltre a raccogliere e a comporre parecchie canzonio popolari, tra cui ricordiamo il celebre motivetto:
"Palombella, zzumpa e vola nta li braccia e 'Nenna mia …"
Va aggiunto infine ch'egli "stima non poco godè come maestro di canto e di pianoforte, basti dire, che alcune signorine inglesi residenti a Napoli pagarono le sue lezioni una sterlina all'ora".
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