Conobbe alla perfezione i classici italiani, greci e latini, scrisse e tradusse in tedesco, inglese e francese. Nella sua vita vanno considerati due momenti; il primo, quello giovanile nel quale si rivela poeta e scrittore, l’altro espressione dell’età matura che lo vede filosofo e maestro.
Tra le sue opere si ricordano “Carmina”(1929) raccolta di versi in latino (vi sono comprese le poesie giovanili “Delicta juventutis”), le sue liriche sparse su giornali e periodici, furono raccolte, nel 1956, dal fratello Gianfrancesco, in un unico volume dal titolo “Poesie”con una prefazione di Nicola Giunta.
Raffaele Sammarco, oltre ad essere un educatore impareggiabile, un letterato ed un poeta, fu soprattutto un calabrese appassionato della sua terra e con tenacia ne promosse la valorizzazione in innumerevoli articoli pubblicati su quotidiani e riviste di storia e di letteratura, in cui si elevò a difensore di Reggio che lui riteneva ingiustamente vituperata e condannata. La cittadinanza, gli amici, gli studiosi riconobbero in lui l’intellettuale, l’educatore, l’uomo retto e adamantino, coerente e uguale a se stesso sia nella vita pubblica che in quella privata.
Subito dopo la sua scomparsa fu ricordato al Liceo Ginnasio T. Campanella in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico 1931-1932.
Nel primo anniversario della morte, ad iniziativa di un apposito “Comitato reggino dei giornalisti” fu inaugurato un mezzobusto opera del Prof. Giovanni Calafiore. Luigi Aliquò lenzi rievocò la figura dello scomparso “Raffaele Sammarco”, Reggio Calabria (tip. Rag. Sicuro, 1932) alla presenza delle maggiori autorità e degli esponenti della scuola, del giornalismo, della cultura e dell’arte. La rievocazione è contenuta in un volume – “In Memoria di Raffaele Sammarco”, Reggio Calabria, (tip Rag. Sicuro, 1932) – pubblicato a cura del Comitato reggino dei giornalisti che raccoglie anche le pubblicazioni dei giornali sulle estreme onoranze ed i giudizi della stampa e delle personalità del mondo politico, letterario e scientifico.
Nel 1933, poi, promossa, dal Real Istituto tecnico “Raffaele Piria”, dove Raffaele Sammarco insegnò fino alla morte, fu costituita una fondazione scolastica a lui intestata e di cui furono sottoscrittori gli intellettuali del tempo, che, spesso, ne ricordarono il suo spirito acuto ed arguto, la sua prodigiosa cultura, la sua fedeltà alle amicizie, il suo rigido sentimento del dovere e la sua profonda umanità.
A Raffaele Sammarco è stata intitolata, il 25 novembre del 1991, la Scuola Media Statale di Varapodio.