Conseguita la laurea in legge nel 1895 si iscrisse alla facoltà di Lettere dello stesso Ateneo, dove si fece notare per il suo ingegno versatile e brillante, affascinando con le sue improvvisazioni poetiche.
Fu caro a maestri come Giuseppe Fraccaroli, Giacinto Romano, Cosimo Bertacchi, Vittorio Cian, Giovanni Pascoli che durante la sua docenza presso l’Ateneo messinese (1897–1902), nel discorso inaugurale del Circolo Universitario Filologico, fondato dal Nostro, ebbe nobili parole d’encomio per il “forte e pensoso Sammarco”.
Dopo la laurea insegnò al Real Convitto “Dante Alighieri” diventando, poi, direttore del Ginnasio e della Scuola tecnica annessa.
Conferenziere applaudito e tribuno acclamato nei teatri e nelle piazze, fondò nel 1897 con Lorenzo Mandalari e Vittorio Visalli l’associazione “Pro Calabria”, con sede a Roma e rappresentanze a Reggio, Catanzaro, Cosenza e nei maggiori centri della Regione. |
Subito dopo il disastroso terremoto del 1908, pure prostrato, si impegnò con determinazione e tenacia nella ricostruzione delle due città distrutte Reggio e Messina ritornando con rinnovata lena alla “Gazzetta” che rivide la luce mentre sorgevano le prime baracche e la vita riprendeva lentamente.
Resse il provveditorato agli studi e si prodigò nei comitati di soccorso fino al 1913, anno in cui vinse un concorso per insegnare lettere all’Istituto tecnico di Trapani e, nel 1915 rientrò a Reggio da dove non si mosse più fino alla morte, se si esclude una parentesi romana nel 1922 come segretario particolare del Ministro delle Poste e Telegrafi Luigi Fulci.
Fece parte della fondazione “Diego Vitrioli” nel 1925 e del Consiglio dei Probiviri del Circolo della stampa di Reggio.
Nel 1928 scrisse l’introduzione dell’opera di Giuseppe Kohler “ Il diritto nella evoluzione creatrice della civiltà” . |