Vincenzo Pitaro, nato a Gagliato (in provincia di Catanzaro) nel 1958 è ormai piuttosto noto in Calabria e oltre come giornalista, scrittore, autore per la parte letteraria. Oltre a scrivere per le pagine culturali e di spettacolo di varie testate quotidiane e periodiche, e ad occuparsi di uffici stampa, ha infatti pubblicato finora diversi volumi, tra cui anche un’Antologia di Letteratura Calabresi dell’Otto e Novecento, giunta ormai alla sua terza ristampa. Negli anni, ha firmato anche i testi di alcune canzoni di successo, collaborando come autore anche alcune trasmissioni televisive della Rai. Non sapevamo, però (e lo scopriamo oggi, piacevolmente) che Vincenzo Pitaro è anche un eccellente poeta dialettale. Molte sue composizioni (perlopiù satiriche, che è il genere che sembra prediligere) sono conosciute più in altre province che in quella Catanzarese. Nella città capoluogo, addirittura, non manca - a quanto pare – qualche illustre cultore del dialetto che li declama a memoria. Per quanto riguarda la poesia dialettale, sappiamo che l’Autore ha dato alle stampe «Petrammàcari» (di cui pubblichiamo la foto di copertina), ma non ci è stato possibile, nonostante ripetute e accurate ricerche e effettuate nelle biblioteche, di trovare ad esempio, «Fhjuri ‘e cardu», raccolta di poesie satiriche probabilmente stampata con tiratura limitata per una ristretta cerchia di dialettologi e appassionati di satire in vernacolo. Pubblichiamo, dunque, le poche poesie – non necessariamente satiriche - che siamo riusciti a trovare su qualche rivista.
a cura di Adriana Martinelli
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