Calabria On Line
Login password
Registrati Adesso | Recupera Password
Calabria cultura Calabria Ricerche Calabria speciali Calabria turismo Calabria turismo
La Calabria|Arte e Cultura|Tradizione e Folclore|Università|Scuola|
 Utenti online: 70

News - Eventi - Sport
CATANZARO
News - Eventi - Sport
COSENZA
News - Eventi - Sport
CROTONE
News - Eventi - Sport
REGGIO CALABRIA
News - Eventi - Sport
VIBO VALENTIA
Lavoro in Calabria
Eventi in Calabria
Archivio Articoli
Condividi con
Seguici su Twitter Seguici su Facebook Iscriviti ai nostri Feed
COL
La Calabria - Tutto e Tutta
Catanzaro
Cosenza
Crotone
Reggio Calabria
Vibo Valentia
Arte e Cultura in Calabria
Tradizione e Folclore in Calabria
SENTIERI
I Sentieri di COL
Diventa Editore
Condizioni
F.A.Q.
I nostri Ospiti
SPECIALE COL
Rubriche
Borghi di Calabria
Mali di Calabria
Risorse di Calabria
Città dei ragazzi
Articoli
COLTour
Incoming Calabria
Virtual Tour
Da Visitare in Calabria
Viaggi in Calabria
Alberghi e Ristoranti Calabresi
Prodotti Tipici Turismo Enogastronomico
Escursioni in Calabria
Itinerari in Calabria
I Paesaggi di Calabria



Home Page | Sei in COL | Arte e Cultura

Personaggi Calabresi - Letterati


Pasquale Galluppi

Filosofo di famiglia patrizia, si accostò giovanissimo agli studi matematici e filosofici; nel 1788, recatosi a Napoli per studiarvi legge, trascurò le discipline giuridiche per dedicarsi alla patristica, alla storia antica e a quella ecclesiastica, alla filosofia e al greco. Ma nel 1794 doveri familiari gli imposero di ritornare in patria. Per quanto di sentimenti liberali, come risulta dall'opuscolo "La libertà compatibile con ogni forma di governo", rimasto inedito, non prese parte attiva agli avvenimenti politici, il che non lo salvò da noie da parte del governo, come quando nel 1800 si vide negato il permesso di recarsi in Sicilia, in quanto avea fama di giacobino. Partecipò con entusiasmo alle nuove speranze di libertà sorte nel 1820. A tal fine scrisse due opuscoli sulla libertà di coscienza e sulla libertà di stampa, e "Lo sguardo dell'Europa sul Regno di Napoli", nel quale difendeva la costituzione napoletana e respingeva l'intervento straniero. Nel 1831 fu chiamato alla cattedra di metafisica e di logica. Nel 1838 veniva nominato corrispondente dell'Accademia delle Scienze di Francia su proposta del Cousin, e tre anni dopo insignito della Croce della Legion d'Onore. Gravi disgrazie familiari fiaccarono negli ultimi anni la tempra del filosofo, che morì senza aver potuto condurre a termine le sue opere. Il merito principale che viene generalmente ascritto al Galluppi è quello di aver risvegliato nel nostro Paese l'interesse per la filosofia, che, dalla metà del sec. XVII in poi, era andato affievolendosi, e di aver fatto conoscere fra noi il movimento filosofico europeo moderno. Ma il pensiero suo proprio non è senza importanza. Dopo le suggestioni della tradizione nazionalistica, proprie di Cartesio e Leibniz, il Galluppi subì l'influenza del Condillac, la lettura delle cui opere, se non lo convertì al sensismo radicale, cui rimase sempre avverso, gli fece comprendere che, prima di affermare qualche cosa sull'uomo, su Dio e sull'universo, bisognava risalire all'origine delle nostre conoscenze.

Il suo modo di filosofare venne così orientandosi verso una forma di criticismo, del tutto indipendente però da ogni influsso kantiano. Quando più tardi conobbe l'opera kantiana, il Galluppi confermò il proprio atteggiamento critico, ma non volle accettare le conclusioni di Kant, che gli parevano condurre necessariamente allo scetticismo, ritenuto assurdo da lui che si diceva "dogmatico", non però nel senso in cui "dogmatismo" si oppone a "criticismo", bensì in quello che lo contrappone a "scetticismo".

La morale doveva essere trattata dal Galluppi in una vasta opera, divisa in quattro parti, di cui però non furono scritti che quattro volumi, nei quali si esaurisce soltanto la prima e s'inizia la trattazione della seconda parte. Egli considera la volontà come una facoltà dello spirito, anzi come il nostro spirito stesso considerato relativamente al volere. Che cosa però essa sia è un mistero per noi, come del resto è mistero l'essenza dello spirito. La volontà si distingue dall'intelletto, dalla ragione, come pure dal desiderio; questo è un fatto psicologico e può essere contrario alla volontà. La volontà viene determinata dalla ragione. Quindi la nozione del dovere è una nozione soggettiva, essenziale alla nostra ragione.

Galluppi scrisse: "Sull'analisi e sintesi" (del 1807); "Saggio filosofico sulla critica della conoscenza" ( scritto tra il1819 ed il 1832); "Elementi di filosofica" (iniziato il1820 finito di scrivere nel 1827); "Lettere filosofiche sulle vicende della filosofia relativamente ai principi delle conoscente umane da sofia Cartesio sino a Kant inclusivamente" (del 1827), primo saggio italiano di una storia della filosofia, ampliato nelle successive edizioni sino a comprendere il Cousin; "Introduzione allo studio della filosofia per uso dei fanciulli" (del 1831); "Filosofia della volontà" (4 voll., 1832-40); "Lezioni di logica e di metafisica ad uso della R. Università degli studi di Napoli" (scritto tra il 1832 ed il 1836); "Considerazioni filosofiche sull'idealismo trascendentale" (1841); "Storia della filosofia" (cui è stato scritto solo il primo volume, 1842).



Storia delle Province
Personaggi
Teatro
Musei
Musica Popolare
Musica
Cinema
Pittura
Poesie Calabresi
Fotografia
Letteratura
Tra Miti e Leggende
Patrimonio d'arte della Calabria

News
Calabria

 
© 1997-2019 CalabriaOnline By Internet & Idee S.r.l P.Iva: 02196690784




?>