Larizza Pietro nasce a Bova, (RC), nel 1866. Fissata la sua residenza a Reggio Calabria, nel 1905 dà alle stampe il suo primo lavoro "Rhegium Chalcidense" nel quale argomenta, con rigore scientifico, l’origine della città dello stretto. Di notevole spessore documentario è l’opera "La Magna Grecia". Sue sono anche le opere: "Locri Epizephirii" e "Crotone nella Magna Grecia". Successivamente, Larizza pubblica altre due opere legate all’unità d’Italia e al Risorgimento: "Gli ultimi due anni del reame delle due Sicilie" e "Storia del Risorgimento".
Nei suoi scritti e nella sua vita è sempre vivo e visibile il nobile tentativo di salvare un mondo che altri condannano all’isolamento. Egli asserisce che la pronunzia della parlata greca bovese è prettamente reucliniana, e trova prova del neollenismo di essa nella canzonetta del turco (I Romeopulla). In Larizza storia ed umanesimo trovano la loro espressione unitaria: è, inoltre, innegabile che le sue opere siano fortemente pregnate di rigore scientifico.
Sostenendo che "il greco di Bova, non fu importato prima del 1453 da greci fuggenti la signoria ottomana dopo la presa di Costantinopoli" - e che quindi le voci di greco arcaico e classico che sopravvivono nel nostro linguaggio possono essersi conservate in Grecia - Larizza si schiera contro l’opinione del Rohlfs e del Niebuhr. Muore a Bova nel 1954.
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