I filosofi, fa notare Grimaldi, hanno sempre costruito una sorta di uomo immaginario e una storia altrettanto immaginaria. Ma non è vero che la storia dell'uomo si svolga in contraddizione con l'eguaglianza che caratterizzava l'uomo nello stato di natura. Anche lì gli uomini erano diseguali. Crispini, facendo sua l'interpretazione di Ferrone, colloca il Grimaldi nell'area dell'"Illuminismo Conservatore" cui la stessa ragione scientifica riesce a dare forti presupposti secondo una realistica scienza dell'uomo che mantiene fisso ed insuperabile il dato della condizione naturale".
Ma il tradizionalismo non impedisce all'autore delle Riflessioni di guardare al presente e al futuro, che vanno costruiti sui valori della natura e del diritto, dell'etica e della politica, della civiltà e della storia. Termini, questi coi quali Grimaldi intesse la sua trama anti Rousseau, e che alla fine risultano essere gli stessi termini di cui si compone la scienza dell'uomo roussoviana.
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