Calabria On Line
Login password
Registrati Adesso | Recupera Password
Calabria cultura Calabria Ricerche Calabria speciali Calabria turismo Calabria turismo
La Calabria|Arte e Cultura|Tradizione e Folclore|Università|Scuola|
 Utenti online: 86

News - Eventi - Sport
CATANZARO
News - Eventi - Sport
COSENZA
News - Eventi - Sport
CROTONE
News - Eventi - Sport
REGGIO CALABRIA
News - Eventi - Sport
VIBO VALENTIA
Lavoro in Calabria
Eventi in Calabria
Archivio Articoli
Condividi con
Seguici su Twitter Seguici su Facebook Iscriviti ai nostri Feed
COL
La Calabria - Tutto e Tutta
Catanzaro
Cosenza
Crotone
Reggio Calabria
Vibo Valentia
Arte e Cultura in Calabria
Tradizione e Folclore in Calabria
SENTIERI
I Sentieri di COL
Diventa Editore
Condizioni
F.A.Q.
I nostri Ospiti
SPECIALE COL
Rubriche
Borghi di Calabria
Mali di Calabria
Risorse di Calabria
Città dei ragazzi
Articoli
COLTour
Incoming Calabria
Virtual Tour
Da Visitare in Calabria
Viaggi in Calabria
Alberghi e Ristoranti Calabresi
Prodotti Tipici Turismo Enogastronomico
Escursioni in Calabria
Itinerari in Calabria
I Paesaggi di Calabria



Home Page | Sei in COL | Arte e Cultura

Personaggi Calabresi - Letterati


Costabile Franco

Franco Costabile, nato a Sambiase il 27 agosto 1924, segna un alto fondamentale vertice della cultura lametina del ‘900.

Nel maturare della sua personalità giocarono un ruolo decisivo la madre e, in negativo, il padre. La sua particolare considerazione esistenziale lo portò a desiderare di vivere “al di là” di quel mondo nel quale egli sembrava di essere rinchiuso. Avrebbe potuto aiutarlo solo la scrittura e già nel 1944 la troviamo a collaborare a “L’Italia libera”, organo del partito Partito d'Azione. Ma non gli bastava. Lasciò l’ università di Messina dove era iscritto al corso di laurea in Lettere e si trasferì a Roma, uno dei possibili ombelichi culturali del mondo. E’ del 1950 sa sua prima raccolta poetica, “Via degli ulivi” che lo aprì ad una seria considerazione della realtà sociale della civiltà contadina. Sempre a Roma si sposò nel 1953 con Mariuccia, una sua alunna. Ma il rapporto coniugale risulto difficile e si concluse con un evitabile distacco da parte della moglie. Nel frattempo pubblicò poesie su importanti riviste dell’epoca: “La fiera letteraria”, “Letteratura”, “Botteghe oscure”, “Inventario”, “L’Europa letteraria” ed entro in contatto con Vittorini a cui inviò da leggere i suoi versi.

Nel 1964 si verificò un evento doloroso che sconvolse la già fragile psicologia: la morte della mamma che era il suo unico legame vivo con la Calabria,ma anche,per molti versi, alter ego di quella terra con la quale aveva sempre mantenuto un rapporto assai conflittuale. La parabola esistenziale del Costabile si concluse, sotto lo scudo dell’ ineluttabilità, il 14 Aprile 1965 allorchè fu ritrovato morto nella sua abitazione romana di via Casal Giuliani.
Si era lasciato morire lentamente aprendo il rubinetto del gas dopo giorni di angoscia e ripensamenti. La vicenda umana e intellettuale del poeta sambiasino si svolge dunque sul crinale del suo rapporto tormentato con la Calabria, terra sempre amata e sempre ripudiata, al punto di desiderare di viverne lontano e per sempre. La miglior parte della sua poesia ha come centro l’angosciosa esistenza della gente di Calabria, dei poveri , delle minoranze di quei contadini che descrive minuziosamente sullo sfondo di una civiltà segnata da un destino di infelicità e di sopraffazione dell'uomo contro l'uomo, del potente contro il diseredato. L'amico del poeta Enotrio Pugliese, osserva che Costabile " ha vissuto in un epoca di lacerazione e sopprosi che profanavano la dignità umana , unica ricchezza allora custodita negli squallidi interni di paesi cariati dagli insulti del tempo e delle calamità naturali, non meno che dalla protervia e dal lenocinio politico". Va in questa direzione la sua raccolta più bella, quella che può essere giudicata uno dei capolavori della letteratura neorealista italiana del '900, “La rosa nel bicchiere”. In essa, scriveva Antonio Piromalli vi è " il rigetto di qualsiasi progettazione tecnico-politica fondata su meridionalismo retorico e consumistico" Ma l’essenza di questo angoscioso canto della sofferenza si trova nella sua poesia più celebre , il “Canto dei nuovi emigranti” che Costabile pubblicò nel 1964 in un volume “Sette piaghe d'Italia" descrive la saga dei soprusi del popolo meridionale il quale ebbe come scelta obbligata l'avverso destino dell'emigrazione. Emblematici sono alcuni versi di questa poesia: " Terra salutiamocci, è ora" ai quali alcuni studiosi di Costabile assoggettano la risoluzione estrema del suo suicidio. I versi di Giuseppe Ungheretti incisi sulla lapide racchiudono la metafora di una storia tragica per sempre : " Con questo cuore troppo cantastorie dicevi ponendo una una rosa nel bicchiere e la rosa s'è spenta a poco a poco come il tuo cuore. Si è spento per cantare una storia tragica per sempre"

Lo scritto e stato tratto dal capitolo La Cultura e la vita intellettuale del novecento, "Franco Costabile", di Raffaele Gaetano,pp.248-249, nel volume LAMEZIA TERME " Storia Cultura Economia" a cura di Fulvio Mazza, finito di stampare nel mese di novembre 2001 dalla Rubbettino Industrie Grafiche ed Editorali per conto della Rubbettino Editore Srl , 88049 Soveria Mannelli ( Cz )

 




Storia delle Province
Personaggi
Teatro
Musei
Musica Popolare
Musica
Cinema
Pittura
Poesie Calabresi
Fotografia
Letteratura
Tra Miti e Leggende
Patrimonio d'arte della Calabria

News
Calabria

 
© 1997-2019 CalabriaOnline By Internet & Idee S.r.l P.Iva: 02196690784




?>