Borrello Luigi nasce a Bova, (RC) nel 1871 e muore a Palermo, nel 1949.
E’ discepolo di B. Zumbini.
Infarcito del pensiero risorgimentale, Borrello giudica i canti del popolo grecanico privi di sentimento politico; sottolinea questa idea nell’articolo "I greci della provincia di Reggio Calabria", che pubblica su “Rivista storica Calabrese” (1893 vol. I).
Nello stesso articolo, però, egli deve ammettere che:
"No, non è misera la nostra letteratura, perchè il popolo, di cui è l’espressione, è pieno d’ingegno e sente più d’ogni altro i grandi affetti (...). Ma, quando custode di una letteratura orale diviene il volgo, questo del patrimonio ereditato conserva solo quel tanto che rispecchia lo stato sociale in cui si trova, e l’altro o lo dimentica o lo sciupa". (...)
Molto vasta è la sua produzione letteraria; ricordiamo "Fiori selvatici, ossia canti del popolo di alcune parlate calabresi", una raccolta di proverbi e canti popolari calabresi con annotazioni filologiche e appunti grammaticali del 1894, "Relique del dramma sacro in Calabria" del 1899 e "Le laude di Calabria e gli Uffizianti di Bova" dello stesso anno.
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