Non si hanno notizie riguardo l'anno di nascita di Aristippo, di sicuro si conosce il luogo, Santa Severina (Cz). Nel 1155 è nominato Arcidiacono della Cattedrale di Catania, nel 1160 Grande Ammiraglio e, Guglielmo I, lo vuole come suo consigliere personale per gli affari di stato. Nel 1162 è implicato in una congiura di nobili, e viene arrestato e incarcerato a Palermo dove poco dopo muore. Dotto in lettere greche e latine, tradusse di Diogene Laerzio le "Vite dei filosofi", di Erone "La Meccanica" di Euclide "L'Ottica" e "La Catottrica", di Aristotele il quarto libro delle "Metereologie", di Platone "il "Menone" e il "Fedone". Notevole rappresentante della vivace cultura dell'Italia meridionale nel XII sec., Aristippo traduceva seguendo il metodo del suo tempo, "Verbum e verbo", ovvero "parola per parola". Tale metodo fu in uso fino al trecento.
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