Questa è una cosa di grande importanza se pensiamo che tutto il pensiero meridionalista fino alla fine dell'800 e fino alla fine dell'arrivo di Francesco Saverio Nitti identificava la soluzione del problema meridionale ancora nella soluzione di un certo tipo di rapporto sociale e dei rapporti produttivi in agricoltura, comunque nell'ambito del campo agricolo, qui abbiamo uno studioso che nell'600 richiama l'attenzione sui cosiddetti "artefix", sulle opere delle attività manifatturiere che hanno la possibilità di dare profitti maggiori e danno una sicurezza maggiore rispetto ai prodotti agricoli. Quando si ricercano le cause della povertà del mezzogiorno e si individuano nelle rimesse di profitti finanziari e industriali, si tocca un punto di straordinaria attualità, perché quando studiamo la storia del mezzogiorno nell'età moderna corriamo il rischio di applicare alle problematiche del cinque e del seicento i sistemi di valutazione del ottocento e novecento. Rischiamo di applicare nella società preindustriale criteri della società postindustriale. L'economia del mezzogiorno, pur essendo prevalentemente agricola, dava luogo a dislivelli di ricchezza più bassi di quelli di oggi. Il problema era che gran parte della ricchezza agricola era nelle mani di operatori stranieri che portavano fuori i profitti. Il grosso degli imprenditori era straniero. Se questi capitalisti avessero mantenuto la ricchezza agricola prodotta dal mezzogiorno nel mezzogiorno i dislivelli di ricchezza con il nord non sarebbero stati così forti, perché la qualità dei prodotti industriali manifatturieri nell'epoca preindustriale era una qualità che conteneva una quota di valore aggiunto molto inferiore a quella dei prodotti sofisticati di oggi
Da considerare l'altro elemento, quello della deindustrializzazione che stava verificandosi nel Nord in quel periodo. Punto fondamentale, cioè le guerre della Spagna, nel libro di Serra non ci sono, o ci sono in maniera implicita .Serra dice: "la stabilità politica è la causa efficiente e agente superiore di tutti gli altri accidenti". Serra attribuisce alla politica la causa maggiore nella determinazione della ricchezza o povertà di un paese, questo dimostra ancora la lungimiranza del suo pensiero. Ma perché non lo dice espressamente? Un pò perché sta in carcere e avrebbe dovuto dire che la Spagna non faceva guerra; siamo nell'età della dissimulazione, come viene definita dal Villari e Biondo, gli intellettuali dell'epoca dovevano anche dissimulare, altrimenti la permanenza in carcere poteva trasformarsi in qualcosa di peggio.
Questo non è soltanto un trattato di economia, è di più, è anche un opera scritta in un epoca in cui non c'era libertà di scrivere e sostenere delle idee costava caro, molto più caro che in regimi come il nostro.
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