Giovanni Conia nacque a Galatro nel 1752 e morì ad Oppido, dov'è sepolto, all'età venerabile di 87 anni, nel 1839.
Molte sono le questioni sollevate dalle incerte notizie che si hanno intorno alla sua vita. Conia, invitato a Roma dai superiori e nominato predicatore apostolico così da poter parlare in presenza del Papa nella Cappella Sistina, preferì tornare nella sua diletta Galatro. Fu successivamente parroco di Caridà; ebbe il governo della chiesa di Zungri; fu arciprete della chiesa di Santa Maria degli Angeli e di San Giorgio taumaturgo a Laureana di Borrello e nel mese di maggio del 1826 entrò nel capitolo di Oppido.
Grazie ai suoi meriti di teologo, di oratore, di umanista, il venerabile abate fu chiamato a far parte dell'Accademia Florimontana di Monteleone, e il principe Filangelo Vibonese, al secolo Don Raffaele Potenza, che ne era il fondatore, lo accolse col nome di Floribo Elidonio.
Le sue opere sono di carattere religioso ed in parte di carattere satirico.
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