Nasce a Galatro l'8 giugno 1818 da Domenico e Francesca Sorrentino, terzogenito di una famiglia in buone condizioni economiche. Nel settembre 1842 viene ordinato sacerdote nella cattedrale di Mileto.
Nel 1849 viene condannato in contumacia a quattro anni di reclusione per aver "cospirato" contro il regime borbonico. Dal 1850 viene arrestato ed evade ripetutamente. Nel 1851 scrive "La Pasquinata" per il canonicato di Cinquefrondi. Nel 1860 compone "La Calabria a sua madre Italia". Nel 1866 compone "Il Paternoster dei liberali". E' amministratore presso la casa del marchese Nunziante a San Ferdinando, donde in seguito viene licenziato per aver satireggiato con la poesia "La gonnella" contro la marchesa. Nel 1867 compone "L'agonia d'Italia" e "Il testamento di nostra madre".
Nel 1873 viene nominato arciprete di Caridà e sovrintendente scolastico. L'anno dopo scrive "La preghiera del calabrese al Padrenostro". Nel 1879 compone le poesie sacre. 17 marzo 1884: muore a Galatro.
Le sue poesie sono di carattere politico e religioso in lingua dialettale.
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