D’altronde, proprio a Napoli, presso il De Bonis stampatore arcivescovile, sono pubblicate, nel 1701, in folio, le Riflessioni Armoniche: “la trattazione più significativa compilata in Italia che testimoniail passaggio dal gusto estetico del secolo XVII a quello successivo” secondo il giudizio di padre Ludovico Bertazzo. Il lavoro, che è la sua opera quinta, comprende due libri: “nel primo de’ qualisi tratta dello stato della musica in tutte l’Età del mondo”; nel secondo “si dà il modo per bencomporre” fornendo un repertorio sistematico di tutte le tecniche in voga.
Gian Domenico Milano (Tallero, 1732)
La dedicatoria, del 12 maggio 1701, è indirizzata a GianDomenico Milano, Marchese di S. Giorgio e di Polistena; cui segue un avviso in cui Scorpione rivendica la propria origine calabrese, quale merito originario dell’arte sua.
“Escono alla pubblica luce del mondo le mie riflessioni Armoniche: ma se tu immagini ch’io ciò faccia per desiderio di fama, tu erri all’ingrosso. Quantunque il nome di Professor di Musica pizzichi alquanto dell’ambizioso; io nulla di meno conosco, come si dice, intus et in cute, me stesso (…) So che dalla mia Nazion Calabrese ha la mia nobile Facultà ricevuto avanzo, et ornamento non poco: or non debbo io per dimostranza di amorevol gratitudine pubblicare i pregi della mia Genitrice?”.
Nel 1702, Domenico Scorpione è a Benevento; dove esercita la mansione di “maestro di Cappella,e del Canto nel Sagro Seminario”.
Benevento – Monastero dei Minori Conventuali - Vincenzo Maria Orsini (Benedetto XIII) Arcivescovo di Benevento
Lì scrive il suo ultimo lavoro: le Istruzioni Corali, pubblicate in 4°, presso la Stamperia arcivescovile di Benevento, nel 1702; e dedicate a Fra Vincenzo Maria Cardinale Orsini, Arcivescovo di Benevento; il quale diverrà Papa, col titolo di Benedetto XIII, nel 1724.
La pubblicazione reca la dicitura di opera settima; lasciando intendere, dunque, l’esistenza di un’opera sesta, che cadrebbe propriamente tra il 1701 (V) ed il 1702 (VII). E tale potrebbe essere il trattato di canto figurato Introduttorio musicale, dato in Napoli in 4°, presso il De Bonis, nel 1701; che porta invero il nome del discepolo Girolamo Ruffa. Trattandosi, forse, d’una raccolta delle lezioni di Scorpione che il discepolo solo compila e dà alle stampe.