E fu proprio durante il soggiorno bolognese che lo Scorpione compose e pubblicò le sue prime due opere; di cui daremo brevemente conto.
La sua opera prima porta per titolo: Sacra Modulamina binis, ternisque vocibus concinenda – Unacum Litanijs B.M.V. (Armonie sacre da cantare a due o tre voci – Insieme con le Litanie della Beata Maria Vergine). L’edizione della partitura – in 4° - fu data in Bologna, per i tipi di Giacomo Monti, nel 1672. Nella titolazione dell’opera, fra Domenico viene citato come Musicis moderatore (Direttore di musica). Mentre la relativa lettera di dedica, senza data apposta, offre qualche spunto biografico interessante. Lo Scorpione definisce, infatti, la sua prima opera come “debilitatis meaeprimitias” (“primo frutto della mia ancor debole arte”).
E dedica il lavoro a Marziale PellegrinodaCastrovillari; che qualifica, tra l’altro, come Ministro Generale dell’Ordine dei Minori Conventuali e Professore di Storia Sacra nell’Archiginnasio di Roma.
Ora, essendo stato il Pellegrino figura di spicco del Protoconvento Francescano di Castrovillari, dove aveva prestato il suo insegnamento nello studium; l’ipotesi che lo Scorpione abbia avuto un periodo di formazione, dopo il convento di Rossano, presso tale istituto prende sempre più corpo. L’opera comprende sei mottetti a due voci, ed altri sei a tre voci; colle litanie dellaVergine.
L’opera seconda di Scorpione ha per titolo: Compieta da capella con le quattro Antifone, e Litanie della B. Vergine à cinque voci, col basso continuo per l’organo. Stampata in 4° a Bologna, presso Giacomo Monti, nel 1672. La dedica dell’opera, che porta la data del 30 settembre, è rivolta stavolta al Padre Guardiano del convento, Francesco Maria Consolini; ed a tutti i Padri del Consiglio. A segno dello “affetto, con cui pieni di cumpitezza m’accolsero, e per un anno intiero (…) mi nudrirono”. Quindi, affettando modestia, dichiara fra Domenico che il suo “bassoconcerto” ha visto la luce non per competere certo con quanti “in questa nobilissima Casa (…)gareggiano con l’Armonia del Cielo”; sibbene per non mostrarsi ingrato “à tanti honori, e cortesie gratiosamente compartitemi dalla loro innata benignità”.
Roma – Basilica dei SS. Apostoli – Facciata principale e presbiterio