La veduta del Pacichelli mostra la città seduta “su una roccia, e d’ogni parte circondata da rupi”; come già scrisse, nel 1571, Gabriele Barrio. Un panorama urbano di poco discosto dall’aspetto che Rossano ancora aveva sulla metà degli anni ’60. Fra i tanti monasteri segnalati, si nota poi, fuori delle mura urbiche, il Monastero dei Frati Minori Conventuali, con la chiesa e il suo chiostro: monastero che, seguendo una sorte comune, fu soppresso con decreto napoleonico nel 1809.
L’Ordine dei Minori Conventuali era nato, nel 1517, dal ceppo dei Francescani. Vestiti d’un saio nero, i Conventuali prediligevano la predicazione tra la gente; erano custodi dei più importanti santuari italiani dell’Ordine Francescano; e si dedicavano, con passione e competenza, a coltivare gli studi sacri e la musica liturgica.
E’ probabile che Domenico Scorpione, nato a Rossano circa l’anno 1640-45 come si suppone, sia entrato da ragazzo nel Monastero dei Conventuali della sua città; e che lì, assieme ai voti, abbia preso pure la comune passione per la musica. Passione che magari si sarà poi formata e coltivata sull’esempio d’un altro frate musicista – conventuale come lui – che, nato a Castrovillari, ebbe fama di lì a poco d’organista e compositore a Padova e Venezia: fra Daniele da Castrovillari (1613-78).
Qual che sia stata la formazione di fra Domenico, seguì poi una serie di tappe, lungo la sua vita, che lo videro impegnato come maestro di cappella, compositore o trattatista presso i monasteri più importanti del suo Ordine monastico. Percorso di cui vale la pena ripercorrere, almeno brevemente, il tratto; profittando soprattutto delle dedicatorie dei suoi lavori; le quali, in assenza d’altre fonti, costituiscono valido supporto per la ricostruzione della sua vicenda: umana e professionale. |