Esaurita questa incidentale ma significativa testimonianza del gotico toscano in Calabria, di cui peraltro esiste un’articolata casistica di monumenti funerari sul tipo di Tino da Camaino ancora tutta da vagliare, incontriamo una piccola schiera di scultori toscani che, nel corso del ‘500, lasciano tracce importanti nella regione.
Di Giovan Battista Mazzolo (Carrara, attivo nella prima metà del sec.XVI) abbondano in Calabria le opere e meno i riscontri biografici; andando egli spesso confuso col congiunto scultore Domenico Mazzolo. Si sa di lui, di fatto, che dalla natia Carrara si sarebbe trasferito sui primi del ‘500 in Sicilia, dove continuò l’apprendistato alla scuola d’Antonello Gagini. Onde, segnalato nel Duomo di Messina un suo lavoro autonomo del 1513 (Monumento Bellorado), dilaga poi in Calabria. Dove esegue, specie nei decenni 30 e 40 del ‘500, una serie di statue o di polittici marmorei che riprende, con fiacchezza talora, l’impianto iconografico del Gagini. |
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Giovan Battista Mazzolo ‘Madonna delle Grazie’ – Cetraro |
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