Il patrimonio d’arte calabrese mostra d’esser composto essenzialmente da lavori di ‘scuola napoletana’ – sui quali s’è poi formata e atteggiata una forma d’arte locale – ed, in subordine, di ‘scuola siciliana’.
Naturalmente sono presenti anche altre tendenze, che hanno avuto un peso e un’evidenza minori; le quali, tuttavia, oltre a rivelare una diversione di gusto da quello comunemente corrente, segnano anche nuovi modelli di ricerca nel fare dell’arte.
Fra queste rappresentative minori, l’insieme delle opere d’artisti toscani si presenta certo discontinuo e rarefatto ma anche prezioso, per la singolarità dei contributi. Esso infatti compendia, sfrondando gli episodi sporadici o ancora adespoti, un tratto di pittura gotica del ‘300 e campioni originali e interessanti di pittura e scultura del ‘500. Vediamone, in breve, le risultanze.
La pittura gotica toscana si segnala subito con un lavoro d’eccellenza: un ‘S. Ladislao’ di Simone Martini (Siena 1284 – Avignone 1344) che si trova collocato nel Museo d’Altomonte. |