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Giuseppe Pascaletti, profilo d'un pittore calabrese del '700 |
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Del resto che il Pascaletti continuasse a tenere presente nella sua mente la maniera di pittura del Conca – pur raddolcita nei colori e nell’espressione – lo mostra, ancora una volta, una delle sue opere migliori del periodo calabrese: il S. Michele Arcangelo del Santuario di Paola, dipinto nel 1750.
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La tela riprende, infatti, un analogo lavoro di Sebastiano Conca che si trova oggi collocato nella Pinacoteca di Gaeta; smorzandone, però, l’atmosfera cupa e taluni toni crudi del colore. |
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Nel suo atelier di Fiumefreddo, il Pascaletti continua a dipingere con fervore; e, nel 1754, la sua casa è allietata pure dalla nascita del figlio primogenito – che chiama Emilio in omaggio al principe Emilio Altieri che ne fu padrino di battesimo per procura.
Fintanto che il 30 agosto del 1757 il pittore muore nel suo palazzo di Fiumefreddo; e la sua salma viene tumulata nella chiesa di S. Francesco di Paola; presso l’altare della Madonna del Carmelo.
Lasciando, dietro di sé, il ricordo d’un uomo dal tratto amabile e gentile; ed una serie eccellente di dipinti nelle chiese calabresi ed in altre parte d’Italia di cui forse ancora oggi non si ha un completo riscontro. |
Fonti bibliografiche: F. Bologna, Mostra del ritratto storico napoletano, Napoli, 1954 – M. P. Di Dario Guida, Pittura e scultura del Seicento e Settecento in Storia del Mezzogiorno (a cura di G. Galasso – R. Romeo) vol. IX, Napoli, 1990-92 – G. Giraldi, Giuseppe Pascaletti in Le chiese di Rende, Cosenza, 1990 - F. Del Buono, Nel trecentenario della nascita del Cavaliere della Pittura in Calabria Letteraria n. 1-3/1999 – F. Salerno, Due dipinti e una annotazione per Giuseppe Pasqualetti in Calabria Letteraria n. 10-12/2000. |
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