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Patrimonio d'arte della Calabria
Giuseppe Pascaletti, profilo d'un pittore calabrese del '700
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Fiumefreddo Bruzio
Fiumefreddo Bruzio
Fiumefreddo, sulla fine del ‘600, era feudo dei marchesi Della Valle; che avevano dimora nel Castello che ancora oggi domina dall’alto il paese.
E lì, nel palazzotto di famiglia al quartiere S. Chiara, il 25 di febbraio del 1699 vide la luce Giuseppe Pascaletti. Figlio primogenito di Diego Pascaletti ed Angela Frangella: appartenenti entrambi al ceto gentilizio del paese e ben accreditati presso i Della Valle; anche per i buoni uffici che don Francesco, loro congiunto e cappellano del Castello, v’immetteva.
Tenuto a battesimo dal barone De Ponzio, che amministrava per conto dei Della Valle la tenuta di S. Biase; Giuseppe vide accrescere nel tempo la sua famiglia di altri 2 fratelli e 3 sorelle; le quali morirono però ancora premature.
E, intanto che seguitava il suo corso di studi regolare, nelle stanze del suo palazzo si votò presto alla sua passione preferita: ch’era quella del disegno e della pittura; in cui mostrava talento e dedizione.
La casata dei Della Valle aveva allora il marchese Geronimo de Mendoza; che continuava la stirpe ispanica degli Alarcon y de Mendoza, insediatasi a Fiumefreddo nel 1535. E le sale austere del Castello erano ingentilite dalla presenza della sua consorte, Lucrezia Ruffo Della Valle: figura singolare di nobile cosentina; la quale univa una forte fede di carità cristiana al culto per le belle arti.
E, saputo delle buone doti del ragazzo, la Marchesa della Valle decise di volerne fare un pittore di vaglia. Anche se questo avrebbe comportato il sacrificio, per Giuseppe, d’allontanarsi dalla sua famiglia; per trasferirsi in una grande città, dove avrebbe potuto coltivare a dovere il suo talento naturale. Pare, in proposito, che la prima tappa del giovane pittore sia stata Napoli; dove allora imperava la bottega d’arte di Francesco Solimena.
Fiumefreddo Bruzio
Fiumefreddo Bruzio
E che lì, in mezzo a tanti allievi che seguivano il maestro, il Pascaletti abbia conosciuto, e si sia legato d’amicizia, con uno dei più bravi: Francesco De Mura; il quale aveva pressappoco la sua età. Ma Napoli deve essere stata forse solo una tappa di passaggio per Giuseppe Pascaletti; dato che la sua formazione, d’uomo e d’artista, la ricevette tutta invece a Roma: la città dei Papi.
A Roma viveva, infatti, una figura importante – del clero e della nobiltà – ch’era congiunto della Marchesa Della Valle e conservava pure stretti legami con la Terra di Calabria, donde derivava la sua gente: il cardinale Tommaso Ruffo.
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Articolo a cura di Carlo Andreoli



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