L’Azzolino, che fu peraltro suocero di Jusepe de Ribera senz’affatto risentirne l’esuberante personalità stilistica, mantenne sempre la sua arte “in un suo limbo severo che a volte non supera i limiti di un convenzionale pietismo” ma che talora si riscatta in “ricerche di sofisticata eleganza” (Di Dario Guida).
Coetaneo dell’Azzolino fu pressappoco Giovan Battista Caracciolo detto Battistello (Napoli 1570 ca.- 1637); ma il suo itinerario artistico fu affatto diverso da quello del compunto Azzolino; avendo egli prima abbracciato con convinzione il nuovo verbo caravaggesco per poi temperarne gli eccessi col classicismo accademico della scuola bolognese dei Carracci e del Reni.
Del Caracciolo esistono in Calabria due lavori capitali, di cui s’avvide già il Longhi nel 1943; ma che, ad onta della loro alta cifra estetica, risultano ancor oggi poco conosciuti e apprezzati: la ‘Madonna col Bambino in gloria’ del Museo Provinciale di Catanzaro e la tela di ‘Ognissanti’ del Duomo di Stilo (RC).
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Sul tirreno cosentino troviamo invece del Battistello, a Paola, nel Santuario di S. Francesco, un ‘Ecce Homo’ che le fonti locali hanno sempre indicato come opera di epigono di Mattia Preti; interpretandone il soggetto, forse più propriamente, come ‘Cristo sulla Via del Calvario’.
Se nella nostra zona non sono registrate opere d’un caposcuola come Luca Giordano, abbiamo pur tuttavia un piccolo drappello di pittori giordaneschi che mostra tratti d’indubbio interesse.
Così del napoletano Giuseppe Castellano, morto a Roma nel 1728, troviamo a Fiumefreddo Bruzio, nella chiesa di S. Chiara, una ‘Madonna col Bambino e Santi’ che – insieme con una tela d’Altomonte (CS) ed un’altra di Catanzaro – compendia la presenza di questo artista in Calabria.
Del cilentino Paolo De Matteis (Piano del Cilento 1662 – Napoli 1728) abbiamo a Scalea, nella chiesa di S. Maria d’Episcopio, una ‘Circoncisione di Nostro Signore’.
Del napoletano Gian Battista Lama, attivo nella prima metà del ‘700 e che di Paolo De Matteis fu discepolo e cognato, registriamo a Belvedere Marittimo, nella chiesa di S. Maria del Popolo, una ‘Visitazione’ che sarebbe molto piaciuta al Lanzi, suo antico estimatore, che del pittore apprezzava soprattutto “la soavità del colore e del chiaroscuro”. |