Tornando alla biografia d’Antonello da Messina, la sua prima opera documentata è riconducibile, ancora una volta, alla Calabria. E’ risaputo, infatti, come nel 1457 gli sia stato commissionato un gonfalone per la Confraternita di S. Michele dei Gerbini di Reggio Calabria; sul modello d’un analogo soggetto già dipinto per la Confraternita di S. Michele di Messina. Di gonfaloni Antonello ne dipinse un buon numero; ed anche negli anni maturi della sua carriera. Ed è appena il caso di ricordare come essi consistessero allora in tavole, dipinte spesso su due facce; che, montate dentro apposita cornice, venivano impiantate sopra un’asta e portate in processione. Del Gonfalone dei Gerbini – come di quello di Messina – si sono perse le tracce. Ma si vuole qui accennare come un museo di Reggio – il Piccolo Museo di S. Paolo – custodisca una tavola di S. Michele Arcangelo che - per consonanza di luogo, tempo e tema - si suole spesso riportare al prototipo, se non altro, del modello d’Antonello.
Reggio Calabria – Piccolo Museo di S. Paolo: S. Michele Arcangelo (sec. XV)
L’esiguità di notizie della vita del maestro, contrapposta alla fama che l’accompagnò ancora in vita, ha fatto almanaccare i suoi biografi. Tanto da far concludere che dagli scarni documenti “la sua personalità ci apparirebbe come quella di un artista provinciale, ristretto quasi unicamente all’isola nativa e alla Calabria, eccettuati i tardi soggiorni a Venezia e Milano” (Galetti-Camesasca, 1951). E giusto il triennio 1457-60, cui segue la fase documentata dell’attività messinese fino al 1465, si presenta come oscuro e problematico. Volendo alcuno che il maestro si fosse stabilito per qualche tempo in Calabria, per impegni di lavoro; ed altro che si fosse recato in Fiandra per apprendere, come scrisse il Vasari, il segreto della pittura ad olio ritrovato anni prima da Jan van Eyck. Plausibile con ambedue le ipotesi si presenta un documento rilevante. Giacché risulta, infatti, che nel 1460 il padre del pittore, Giovanni d’Antonio, abbia mandato dalla Sicilia fin